L’Europa punta ai vaccini ma taglia sulla ricerca

La riduzione del budget del programma quadro Horizon Europe ha colpito anche l'European research council, il maggiore organo comunitario della ricerca

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L’esordio dell’editoriale di Nature del 16 settembre è esplicativo “Jean-Pierre Bourguignon è furioso”. La summa di quanto sta accadendo all’European research council è tutta qui. Il matematico, presidente ad interim dell’agenzia per la ricerca europea, lamenta un pesante taglio del 10% sul budget dell’Erc dai 14,7 miliardi promessi dall’Ue a maggio. Una scelta che in tempo di Covid-19, con la ricerca scientifica continentale in primo piano, appare inspiegabile.

Effetto coronavirus sui budget europei?

Nel corso degli anni i programmi quadro pluriennali hanno sempre visto sempre un aumento dei finanziamenti, ma quest’anno c’è aria di cambiamento. Già a febbraio 2020, i leader europei si erano seduti insieme al tavolo per discutere degli investimenti da fare per Horizon Europe fino al 2027 e già al tempo si era parlato di una diminuzione delle risorse disponibili. Nature punta il dito contro gli effetti della pandema globale che sta mettendo a dura prova le finanze di tutti, ma il punto è che il dibattito in corso in Europa è precedente. Certo la crisi sanitaria ha accentuato le difficoltà di stanziamento delle risorse, tuttavia non tutta la responsabilità è da imputare al Sars-Cov2. Pesa anche l’uscita del Regno Unito e la conseguente mancanza di liquidità da parte di uno dei maggiori contributori europei. Insomma gli elementi che concorrono sono tanti e c’è rabbia negli ambienti di ricerca dell’unione vista poi la corsa a trovare soldi per comprare i quantitativi necessari di vaccini contro Covid-19. “A luglio di quest’anno – è scritto nell’editoriale – i leader europei hanno ridotto il budget a 81 miliardi (contro i previsti 94, ndr.), tagliando anche il fondo per la ricerca sulla Covid-19 di cinque miliardi di euro. Di conseguenza, anche gli stanziamenti per l’Erc si sono ridotti”.

L’impatto dell’Erc sulle scoperte scientifiche

Ad aprile 2020 l’allora presidente Mauro Ferrari aveva lasciato il suo incarico dopo appena tre mesi, proprio quando si stava per giungere al climax del dibattito sugli stanziamenti. La situazione ha quindi costretto il suo predecessore, Bourguignon, a tornare il 27 luglio subito dopo la proposta ufficiale di tagliare i fondi. Un brutto colpo se si considera che nel precedente progetto quadro (Horizon 2020), il 25% dei progetti circa proveniva dai laboratori dell’Erc.