Dieta mediterranea ipocalorica e metformina contro il tumore al seno

Al via presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano lo studio Breakfast per verificare l’efficacia della dieta mima-digiuno ciclica nel migliorare l’impatto della chemioterapia nelle donne con tumore del seno triplo negativo, da sola e in associazione all’antidiabetico metformina

dieta tumore seno

La dieta mima-digiuno ciclica, da sola oppure in associazione al farmaco antidiabetico metformina, può essere utile nelle pazienti con tumore al seno sottoposte a chemioterapia? La risposta la fornirà lo studio Breakfast, avviato a maggio scorso presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (Int), con un leggero ritardo sulla tabella di marcia a causa dei mesi di emergenza Covid-19. La sperimentazione sarà condotta su donne tra i 18 e i 75 anni, con una diagnosi di tumore del seno triplo negativo senza metastasi e che dovranno sottoporsi all’intervento chirurgico, l’unica strategia al momento per fermare il cancro.

Il 15-20% dei tumori del seno è di tipo triplo-negativo. Si tratta del più aggressivo tra le forme di cancro della mammella, con un maggiore tasso di recidiva entro i primi cinque anni dalla diagnosi e con terapie ancora poco soddisfacenti nel contesto della malattia metastatica.

Una terapia sperimentale innovativa

“La dieta che stiamo utilizzando è una terapia sperimentale, del tutto innovativa, che nasce dalla combinazione di solidi studi preclinici e clinici sul metabolismo tumorale a livello preclinico, e dalla tradizione del nostro Istituto a considerare gli approcci nutrizionali come potenzialmente terapeutici” spiega Filippo de Braud, Direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica ed Ematologia  dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “La stiamo già utilizzando da tempo nell’ambito delle nostre ricerche, con obiettivi diversi. Lo studio DigesT ad esempio è stato attivato per valutare le modificazioni indotte dalla dieta restrittiva nel caso del tumore della mammella e il melanoma, mentre lo studio Fame sta studiano l’efficacia del farmaco antidiabetico metformina, con oppure senza dieta restrittiva, in associazione alla chemioterapia in pazienti con tumore del polmone metastatico caratterizzato da una specifica alterazione”.

La dieta contro il tumore al seno

Lo studio Breakfast coinvolgerà 90 donne, sottoposte a una dieta sperimentale costituita da cibi freschi della nostra alimentazione mediterranea a basso contenuto di carboidrati e di proteine, con un apporto calorico pari a circa 1800 Kcal suddivise in cinque giorni. Verrà ripetuta ogni 21 giorni per otto cicli, in parallelo alla chemioterapia. Gli alimenti che costituiscono la dieta consistono essenzialmente in verdure – prevalentemente insalata, zucchine e verdure a foglia verde – olio di oliva e frutta secca perché è ricca di grassi “buoni”.

Non ci sono invece carote, zucca o patate a causa del maggiore contenuto in carboidrati. No anche alle proteine di ogni genere, cioè carne, pesce, formaggi e legumi. “Tale regime dietetico risulta in grado di produrre profonde modificazioni del metabolismo di zuccheri, aminoacidi e acidi grassi, colpendo in tal modo il metabolismo della cellula tumorale” spiega Claudio Vernieri, medico oncologo presso la Breast Unit di INT e Group Leader del programma “Riprogrammazione metabolica nei tumori solidi” presso l’Istituto, Fondazione FIRC di Oncologia Molecolare (Ifom).

L’obiettivo dello studio Breakfast

Obiettivo dello studio è aumentare la capacità della chemioterapia di indurre risposte patologiche complete, come spiega ancora Vernieri. Cioè l’assenza di tumore invasivo sia a livello mammario, sia a livello dei linfonodi asportati durante l’intervento chirurgico, producendo dunque l’azzeramento delle cellule tumorali vitali, che si associa a una significativamente più elevata probabilità di guarigione definitiva del paziente dal tumore. “Abbiamo stabilito come obiettivo principale dello studio l’incremento delle risposte patologiche complete dal 45% – aggiunge – che è il dato storico di letteratura con la sola chemioterapia, al 65% con gli approcci sperimentali proposti. È una meta ambiziosa, ma i dati preclinici sono così forti da indicarci che questa potrebbe essere una strada rivoluzionaria”.

Il ruolo del metabolismo del glucosio nel tumore

Uno dei punti di forza dello studio Breakfast è la stretta sinergia tra ricerca clinica e ricerca di laboratorio all’avanguardia. “La validità dei presupposti del progetto Breakfast trova conferma dai dati che emergono dai nostri laboratori in cui da 10 anni studiamo le connessioni fra metabolismo cellulare e risposta agli agenti chemioterapici, in particolare grazie al lavoro dei ricercatori Elisa Ferrari e Christopher Bruhn” illustra Marco Foiani, Direttore Scientifico dell’Ifom. Proprio nei laboratori dell’Ifom di recente è stato svelato e pubblicato un meccanismo molecolare cruciale per modulare la dipendenza delle cellule tumorali dal glucosio, identificando anche un rapporto di causa ed effetto tra l’integrità del Dna e il metabolismo del glucosio. Questo studio apre la strada all’individuazione di approcci metabolici specifici in abbinamento alle terapie convenzionali per aumentarne l’efficacia.

La sinergia con la metformina

Un braccio dello studio Breakfast prevede la somministrazione della metformina, un farmaco antidiabetico ben noto. “Una possibile attività antitumorale della metformina è nota da tempo, probabilmente dovuta alla sua capacità di ridurre i livelli ematici di alcuni ormoni che favoriscono la crescita tumorale”  dichiara Saverio Minucci, Direttore del programma “Nuovi Farmaci” presso l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo). “Recentemente abbiamo dimostrato in uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Cell come la combinazione della metformina con una dieta ipoglicemizzante possa portare ad un forte potenziamento della sua attività antitumorale con un’azione diretta sulle cellule tumorali”.