Occupazione nel Life sciences, entro ottobre prevista crescita del 3,6%

Secondo il report "SettoreLife Sciencese Covid-19. Scenario, impatti, prospettive" di Cdp, EY e Luis Business School che riprende dati di agosto 2020 di Unioncamere il trend positivo si riferirebbe al periodo agosto-ottobre 2020

lavoro life science che cambia

Un trend in crescita quello dell’occupazione nel Life sciences nonostante la crisi da nuovo coronavirus. Secondo il report “SettoreLife Sciencese Covid-19. Scenario, impatti, prospettive” di Cdp, EY e Luis Business School che riprende dati di agosto 2020 di Unioncamere “le prospettive occupazionali in entrambi i comparti (farmaceutico e device, ndr.) si mantengono nel complesso positive, in contrasto con le proiezioni occupazionali generali stimate da EY, secondo le quali in Italia la disoccupazione nel 2020 aumenterà in un intervallo compreso tra i 23,6 e 30,4 punti percentuali (qualora dovesse presentarsi una seconda ondata di contagi). Si stima, infatti, che – si legge nel rapporto – solo nel trimestre tra agosto e ottobre di quest’anno l’occupazione nei settori farmaceutico e dei dispositivi medici aumenterà di circa il 3,6%32, in linea con le previsioni sulla crescita del fatturato nel settore”.

Uno sguardo di insieme

Le imprese del settore farmaceutico operanti in Italia occupano direttamente oltre 66mila persone, pari all’1,1% dell’occupazione totale dell’industria. Questi numeri crescono considerevolmente, fino a circa 305mila addetti, se si considera anche la fabbricazione di strumenti e dispositivi medici e tutto l’indotto, compresa la rete commerciale delle farmacie, del commercio all’ingrosso e al dettaglio e degli intermediari.

Elaborazioni EY su dati Istat

La crisi Covid ha avuto impatti differenti sui diversi comparti, con conseguenze per la continuità del business. Da un lato, il settore farmaceutico ha mantenuto una dinamica espansiva e prospettive di crescita positive e, nonostante abbia fatto ricorso alla cassa integrazione (Cig) per il 3% dei lavoratori, è stato uno dei settori che ha subìto la minore riduzione delle ore lavorate. Dall’altro lato, la crisi Covid ha avuto un impatto maggiore tra le imprese afferenti al settore dei dispositivi medici, circa metà delle quali (45,8%) ha fatto ricorso alla Cigd per i propri dipendenti. Come in altri settori, sono state soprattutto le micro (77,5%) e le piccole imprese (40%) che hanno dovuto fare maggiore ricorso alla Cigd, in minor misura le medie (36,3%) e le grandi (33,3%).