Scontro Casa Bianca-Fda su vaccino Covid-19, Trump: “Decido io”

L'ente regolatore ha reso note a giugno delle linee guida per l'approvazione di un nuovo vaccino, ma il presidente ha dichiarato che dovrà essere l'esecutivo a valutare i requisiti restrittivi proposti dall'agenzia. "Si allungherebbero i tempi e non c'è motivo", ha dichiarato il Tycoon

Biosimilare

Quello che si sta verificando negli Usa a poco più di un mese dalle elezioni presidenziali del 3 novembre ha tutta l’aria di essere una trama di un romanzo di fanta-politica. Da una parte la Food and drug administration, dall’altra la Casa Bianca col presidente Donald Trump. La prima ha preparato delle Linee guida molto specifiche per l’approvazione dei vaccini anti-Covid, la seconda ha dichiarato di voler esaminare il documento e decidere motu proprio se approvarlo o meno. Un precedente pericoloso, rilevano gli esperti.

L’imposizione di Trump

Sostanzialmente la Fda ha redatto (è nella fase conclusiva della preparazione) un documento per indicare i criteri, molto restrittivi, che verranno seguiti nella fase di approvazione a uso emergenziale delle formule vaccinali al momento in sperimentazione (sono quattro negli Usa). La presidenza a stelle e strisce, stando a Politico, ha messo però un freno. The Donald ha immediatamente fatto presente che il documento “andrà approvato da noi, e potremmo decidere anche di non dare il via libera”. La decisione presa a giugno dall’ente regolatore è stato percepito dal Tycoon come “una mossa politica, più di qualunque altra” e quindi, a suo dire, è necessario il vaglio dell’esecutivo.

Pressioni politiche

Da qualche tempo la Fda è sotto scacco a causa di più o meno velate imposizioni politiche. Trump, contro il parere degli esperti, ha più volte affermato che il vaccino sarebbe stato pronto entro il 3 novembre (il giorno delle elezioni) imponendo indirettamente alla Fda di accelerare i tempi approvativi. Le aziende, che generalmente spingono a loro volta per velocizzare gli iter, sono molto più caute stavolta data la posta in palio e l’altissimo rischio di commettere errori per la fretta. Dello stesso parere anche il Commissario Fda Stephen Hahn che in un discorso in Senato ha detto che “la Fda non approverà nulla se non c’è la certezza che il prodotto funzioni. Io lotto per la scienza e lotto per l’integrità dell’agenzia mettendo gli interessi degli americani al primo posto”. Dopo qualche ora è arrivata la risposta del presidente Trump: “Ho grande fiducia nell’impegno delle aziende che sono brillantemente organizzate. In questo modo si allungherebbero i tempi e non vedo il motivo per cui il vaccino debba tardare. Perchè un ritardo di una, due o tre settimane avrebbe implicazioni sulle vite di tante persone”.

L’ultima parola del Dipartimento della salute e servizi umani

A partecipare allo scontro c’è anche il Dipartimento della salute e servizi umani guidato da Alex Azar, fedelissimo di Trump. Azar ha dichiarato che l’ultima parola sulle linee guida Fda spetta proprio al suo dipartimento e che una tale ingerenza è soltanto “una misura di buona governance” che non impatterà su farmaci e vaccini. Tecnicamente, secondo gli esperti, è corretto che il Hhs porti avanti le sue istanze e consigli sulle manovre della Fda, ma il messaggio di Azar è chiaro e rischia di mettere in discussione la storica indipendenza della Fda.