Vaccino influenzale, Federfarma lamenta le dosi limitate, Cossolo: “Le prenderemo dall’estero”

L'ipotesi avanzata da Marco Cossolo ha l'obiettivo di stimolare le istituzioni italiane a fare di più per evitare le carenze nonché garantire una copertura efficace sul territorio per le categorie a rischio

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“Le 250mila dosi di vaccino antinfluenzale, messe a disposizione per la dispensazione in farmacia alle categorie non protette dopo la rimodulazione in Conferenza Stato-Regioni, sono un primo passo verso la risoluzione della problematica, ma rappresentano un numero assolutamente insufficiente al fabbisogno”. A ribadirlo è il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, ospite di “Fuori Tg”, in onda ieri su Rai3.

Scarsità dei vaccini

Il numero uno della federazione dei farmacisti ricorda che per soddisfare le esigenze della popolazione serviranno tra l’1,2 e l’1,5 milioni di dosi. Se la situazione non dovesse risolversi in fretta, secondo Cossolo, allora le farmacie italiane potrebbero anche rivolgersi ai mercati esteri per importare le quantità di prodotto necessarie. È un’ipotesi ovviamente, ma Cossolo vuole mettere fretta all’Aifa, alle Regioni e al Governo, perché la situazione rischia di essere irrecuperabile considerando la necessità di coprire la popolazione più esposta in tempo di Covid-19.

La somministrazione

Stefano Vella, direttore del Centro per la Salute Globale presso l’Istituto Superiore di Sanità che affiancava Cossolo in trasmissione, ha poi parlato di un altro tema scottante che sta molto a cuore ai territori: la somministrazione in farmacia dei vaccini influenzali. Sostanzialmente Vella ha dichiarato di essere d’accordo nel garantire l’accesso al vaccino sul territorio anche perché la combinazione di Sars-Cov2 e ceppi influenzali può essere letale. Tra l’altro c’è sufficiente condivisione dell’idea che le categorie fragili siano facilmente rilevabili (bambini, anziani, malati), ma cosa fare per le categorie lavorative a rischio e che magari sono maggiormente a contatto con il pubblico?