Vaccino influenzale, alcune Regioni non possono garantire il 75% di copertura

L'analisi della Fondazione Gimbe dimostra che la maggior parte delle Regioni non dispone di scorte adeguate a soddisfare tale domanda e alcune non possono garantire il 75% di copertura alle categorie a rischio

Sono diciassette i milioni di dosi che l’Aifa ha confermato e sono rassicuranti anche le circolari del ministero (l’ultima in merito il 4 giugno) che raccomanda il vaccino “per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino”, con offerta attiva e gratuita per alcune categorie di popolazione a rischio. Tuttavia ci sono delle complessità che Fondazione Gimbe ha rilevato a seguito di una sua indagine. L’analisi si basa sulle dosi acquistate tramite bandi di gara, ovvero da informazioni fornite direttamente dalle amministrazioni regionali al 24 settembre. Considerato che diverse Regioni si sono attivate per recuperare dosi ulteriori di vaccino non si può escludere che le disponibilità possano aumentare in relazione a:

  • applicazione del quinto d’obbligo con incremento sino al 20% del numero di dosi aggiudicate
  • procedure negoziate senza pubblicazione di bando o condotte in privativa (concluse o in corso)
  • eventuali dosi approvvigionate e redistribuite dal ministero della Salute

Inoltre, è verosimile secondo Gimbe una sovrastima delle dosi residue perché la copertura del 75% è stata calcolata solo sul target anagrafico, vista l’impossibilità di quantificare le altre categorie a rischio: persone di età <60 anni con patologie croniche, donne in gravidanza, operatori sanitari e altri lavoratori a rischio, etc.

I tre elementi della carenza

“L’esigua disponibilità di vaccino antinfluenzale nelle farmacie – spiega il presidente Nino Cartabellotta – è riconducibile ad almeno tre determinanti. Innanzitutto, ministero della Salute e la maggior parte delle Regioni non hanno previsto con largo anticipo la necessità di aumentare le scorte per la popolazione non a rischio. In secondo luogo, l’aumentata domanda sui mercati internazionali, insieme al ritardo con cui sono stati indetti i bandi di gara, ha impedito ad alcune Regioni di aggiudicarsi il 100% delle dosi richieste. Infine, le farmacie non sono riuscite ad approvvigionarsi per mancata disponibilità del vaccino sul mercato. La nostra analisi – conclude Cartabellotta – quantifica le difficoltà di accesso per la popolazione generale al vaccino antinfluenzale. In molte Regioni, infatti, solo la decisione di escludere una o più categorie a rischio (es. bambini) dall’offerta attiva e gratuita o quella di accontentarsi di un target inferiore al 75%, permetterà di aumentare la disponibilità di dosi nelle farmacie”.

Le dosi confermate dall’Aifa

A fronte delle preoccupazioni sull’indisponibilità di vaccino antinfluenzale nelle farmacie, l’Agenzia italiana del farmaco ha rassicurato che oltre 17 milioni di dosi acquistate dalle Regioni rispondono ampiamente al fabbisogno, visto che nella stagione precedente ne sono state distribuite 12,5 milioni con una copertura del 54,6% negli over 65. “Se questo aumento delle scorte – spiega Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe – permetterà di estendere le coperture vaccinali nelle categorie a rischio, è molto difficile stimare l’incremento di domanda della popolazione generale, maggiormente sensibilizzata alla vaccinazione anche dei datori di lavoro, preoccupati che lo sviluppo di sintomi influenzali da parte dei loro dipendenti possa paralizzare le attività produttive”. Al momento le Regioni hanno ceduto alle farmacie l’1,5% delle dosi acquistate (circa 250 mila), prevedendo di ampliare tale dotazione se nel corso della campagna dovessero rendersi disponibili altre dosi. Federfarma ha annunciato che nelle farmacie arriveranno dall’estero oltre un milione di dosi.

Target ridotti

La disponibilità nazionale è di 17.866.550 dosi, con notevoli variabilità regionali:

  • 7 Regioni e 2 Province autonome, con le scorte disponibili, possono raggiungere coperture inferiori al 75% della popolazione target per età: Provincia autonoma di Trento (70,2%), Piemonte (67,9%), Lombardia (66,3%), Umbria (61,9%), Molise (57,1%), Valle d’Aosta (51,5%), Abruzzo (49%), Provincia autonoma di Bolzano (38,3%), Basilicata (29%),
  • 12 Regioni si sono aggiudicate un quantitativo adeguato di dosi per raggiungere la copertura del 75% della popolazione target per età. Ma la disponibilità di dosi residue per la popolazione non a rischio è molto variabile: Puglia (1.084.634), Lazio (926.291), Sicilia (256.796), Toscana (225.661), Campania (217.252), Calabria (100.273), Sardegna (96.113), Veneto (49.712), Liguria (38.501), Emilia-Romagna (9.980), Friuli-Venezia Giulia (5.218), Marche (5.022).