Confindustria dispositivi medici: “Innovazione a rischio, ripensare il ruolo delle centrali uniche di acquisto”

L’associazione delle imprese plaude al ministro Speranza, che parla di “sostegno alla filiera industriale legata alla sanità”, e allo stesso tempo chiede una riflessione su modalità di approvvigionamento nel settore della salute

tribunale dei brevetti

“Accogliamo con entusiasmo la scelta di lavorare a un vero e proprio ‘Piano integrato’ su territorio, ospedali, ricerca e innovazione tecnologica, sostegno alla filiera industriale legata alla sanità”. Così, Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria dispositivi medici, commenta le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, sentito oggi dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato sul Recovery Fund.

Confindustria dispositivi medici plaude a Speranza

“La strada indicata dal ministro della Salute – continua Boggetti – rappresenta una sterzata significativa nell’impostazione della gestione del Ssn in Italia degli ultimi anni. Apprezziamo la volontà di un cambio di paradigma nel considerare la tutela della salute non più come un costo, come una generica spesa corrente, ma come un investimento fondamentale. E apprezziamo ancor di più la consapevolezza che tutto ciò si può fare in modo serio e costruttivo solo coinvolgendo la filiera della salute”.

Ripensare gli acquisti centralizzati

Tuttavia, l’associazione delle imprese chiede una riflessione su alcuni nodi critici, come quello degli acquisti centralizzati in sanità. “Un Ssn moderno – sottolinea Boggetti –  mette al centro i bisogni di salute della popolazione e per farlo deve mettere l’industria e la ricerca scientifica in condizione di puntare sull’innovazione tecnologica. Ma se si vuole dare un ruolo chiave all’innovazione per costruire la sanità del futuro è necessario ripensare anche al ruolo delle centrali uniche di acquisto altrimenti si rischia di creare l’ennesimo ostacolo all’accesso dell’innovazione negli ospedali. Se si centralizzano gli acquisti e si bandiscono gare di fornitura pluriennali – puntualizza il presidente di Confindustria Dm – è chiaro che non si premia l’innovazione, che corre veloce e si aggiorna di continuo. Dalle mascherine alla diagnostica alle tecnologie biomediche per il territorio vi sono tantissime innovazioni, ma si tratta di sceglierle, acquisirle e gestire il cambiamento organizzativo. Con il supporto dell’Health technology assessment (Hta) – sistema di valutazione scientifica dell’innovazione – si possono fare scelte appropriate ed economicamente sostenibili tra le innovazioni tecnologiche”. Appunti per il dialogo con le imprese auspicato da Speranza.