Recovery Fund, Speranza: “Per la sanità coinvolgeremo professionisti e imprese”

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione davanti alla Commissione Igiene e sanità del Senato: ““Serve un piano integrato che guardi al territorio, agli ospedali, alla ricerca, all’innovazione tecnologica, alla filiera industriale legata alla sanità”.

roberto speranza

Un’opportunità storica per una “profonda e coraggiosa riforma del Servizio sanitario nazionale (Ssn)”. Un’occasione per far compiere “un salto in avanti al nostro Paese”. Un “treno” che “passa ora” e non possiamo perdere. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha parlato del Recovery Fund davanti alla Commissione Igiene e Sanità del Senato, nel corso di un’audizione sulle priorità nell’utilizzo dei fondi stanziati dall’Ue per reagire all’emergenza Covid.

Le priorità

Il Governo, ha ricordato Speranza, non pensa a un “piano di emergenza”, ma a un “piano strutturale”, a una svolta più netta. “Questo piano per la sanità si basa su cinque assi fondamentali”, spiega Speranza. “Tre sono assi verticali e due trasversali. I tre assi verticali sono: territorio e sanità di prossimità; ospedali in rete; salute e ambiente. I due assi trasversali sono: conoscenza per la salute e innovazione digitale per il Servizio sanitario nazionale”, sottolinea il ministro.

Prossimità

Speranza lo ripete da tempo: “prossimità” è la parola chiave per il futuro della sanità italiana. “Significa – sostiene il ministro – pensare a un Ssn prossimo, vicino, capace di rispondere nell’immediatezza alle esigenze del cittadino”. È il tema dell’assistenza territoriale, nervo scoperto del sistema – salvo poche eccezioni regionali – durante l’emergenza Covid. “Vorrei che la casa diventasse il primo luogo di cura”, insiste Speranza.

Le sfide chiave, in realtà, sono molto più numerose: “Serve un piano integrato che guardi al territorio, agli ospedali, alla ricerca, all’innovazione tecnologica, al sostegno alla filiera industriale legata alla sanità”. Ma, secondo il ministro, “il cuore della riforma” da mettere in campo è la necessità di “superare le diseguaglianze e rendere effettivo l’universalismo del Ssn”.

Salute come investimento

La premessa a tutto questo è un cambio di paradigma: “Con il Recovery Fund dobbiamo chiudere definitivamente la stagione dei tagli. Serve una svolta culturale. La tutela della salute – afferma il ministro – non può un costo, una merce, un voce generica della spesa corrente. È, invece, un investimento fondamentale. La salute è la anche la precondizione per lo sviluppo economico, come abbiamo imparato da Covid”. La sanità va considerata come “parte essenziale del nostro sistema produttivo e di ricerca”. E il nostro Paese deve scommettere sul suo appeal: “Dobbiamo attrarre gli investimenti delle aziende farmaceutiche a livello mondiale”.

Confronto con professionisti, sindacati, Regioni e imprese

I tempi per il Recovery Fund si sono dilatati rispetto alle previsioni iniziali. La scadenza per la presentazione dei progetti da parte dei Governi, inizialmente prevista il 15 ottobre, slitta a gennaio 2021. A metà ottobre si aprono le consultazioni informali con la Commissione europea sulle linee guida. “Abbiamo novanta giorni di tempo, il mio auspicio è che possa svilupparsi il confronto più largo possibile con tutte le forze parlamentari. Ascolterò con molta attenzione, proverò a coinvolgere gli ordini professionali, i sindacati, le Regioni e le aziende che lavorano in questo settore”, assicura Speranza.