Distribuzione del vaccino anti-Covid, la filiera dovrà gestire il controllo della temperatura

L'analisi condotta dal gruppo Deutsche Post DHL in collaborazione con McKinsey & Company mette in luce una serie di problemi che riguardano la catena del freddo e la necessità di trasportare in tutto il globo anche a -80 gradi centigradi

Miliardi di dosi da gestire in tutto il mondo e il problema della loro conservazione. I temi su cui si è incentrata l’analisi del Gruppo Deutsche Post Dhl in collaborazione con McKinsey & Company riguardano una serie di problemi che la filiera logistica farmaceutica incontrerà da qui a qualche mese. Il report “Delivering pandemic resilience” delle due società, infatti, stima oltre dieci miliardi di dosi da distribuire e temperature di trasporto che possono raggiungere i -80 gradi centigradi. Ancora una volta, dunque, l’anello più sensibile della catena è quello relativo alla gestione delle basse temperature.

-80 gradi

La prima sfida a cui dovrà far fronte il settore logistico è la temperatura: molto probabilmente, secondo il report, alcuni vaccini dovranno essere sottoposti a rigorosi standard che potranno raggiungere temperature fino a -80° per far sì che la loro integrità sia preservata durante il trasporto e l’immagazzinamento. Questa è sicuramente una nuova sfida per la supply chain del settore farmaceutico che solitamente prevede il trasporto di vaccini a temperature che vanno dai 2 agli 8°C. Per garantire una copertura globale dei vaccini Covid-19, saranno necessarie fino a 200.000 spedizioni di pallet, 15 milioni di consegne in contenitori a temperatura controllata e oltre 15 mila voli.

Fonte: Delivering pandemic resilience

Stando a quanto mostrato nel documento, i vaccini interessati a un trattamento a bassissime temperature sarebbero quelli a Rna, più complessi da gestire rispetto ai vettori virali, con virus inattivati o Dna.

La questione geografica

A tal proposito, un paragrafo del rapporto si concentra sul tema geografico di alcuni Paesi. In sostanza mentre la produzione farmaceutica avviene principalmente in Paesi con un’infrastuttura logistica moderna e intatta, la distribuzione non può limitarsi a queste regioni. Il problema, tuttavia, esiste in quei territori con temperature medie particolarmente elevate e dove la catena del freddo potrebbe risentire di infrastrutture non adeguate. Il continente africano, quello sudamericano e alcune zone dell’Asia (soprattutto quelle centrali e remote), saranno aree molto difficili da gestire. Bisognerebbe, auspicano gli autori, pensare a nuovi modelli di trasporto e tecnologie che lo rendano più efficiente.