Covid-19: gli oncologi chiedono tutele per i pazienti e più telemedicina

Dal congresso nazionale Cipomo un appello alle istituzioni: servono percorsi ad hoc per garantire continuità alle cure e agli screening, ma anche risorse tecnologiche per la gestione domiciliare

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I primari di oncologia chiedono alle istituzioni più tutele per i pazienti, continuità per gli screening e un maggiore ricorso alla telemedicina. Il messaggio arriva dal XXIV congresso nazionale del Cipomo (Collegio italiano primari oncologi ospedalieri), che si è tenuto nei giorni scorsi a Varese.

Le richieste

“Dopo aver analizzato le problematiche su tutto il territorio nazionale inerenti ai pazienti oncologici durante la pandemia Covid-19 – si legge in una nota – il Collegio vuole sollecitare le istituzioni” affinché:

  • Istituiscano percorsi all’interno di ogni Azienda Sanitaria che tutelino i programmi di cura dei malati oncologici al fine di evitare ritardi, soprattutto inerenti agli interventi chirurgici;
  • Proseguano i programmi di screening oncologici in sicurezza;
  • Si sviluppino piattaforme per la gestione dei pazienti a livello domiciliare con procedure di telemedicina;

Il messaggio è rivolto al ministro della Salute, agli assessorati regionali alla Salute, alle Aziende sanitarie locali (Asl) e agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). “L’obiettivo – conclude la nota – è di evitare sviluppi problematici e dannosi per la salute e la sicurezza di una categoria di pazienti già fortemente provata dalla malattia oncologica”.