Accordo Ue-Gilead per ulteriori forniture di remdesivir

L'intesa non varrà soltanto per l'Unione europea, ma anche per altri Paesi non affiliati

cresce il debito, ma diventa più sostenibile

A seguito dell’allarme lanciato da alcuni Paesi europei per le scorte limitate dell’antivirale remdesivir utilizzato per trattare i pazienti Covid ospedalizzati, l’Unione europea, in accordo con altri Paesi non affiliati, ha firmato un accordo per trattare 500 mila pazienti ulteriori ed evitare così rischi di carenze. Parte dei pagamenti saranno presi dal fondo Esi (Emergency support instrument).

L’intesa

L’accordo non riguarda solo l’Ue. La firma con la casa farmaceutica californiana è stata messa insieme ad altri Stati non affiliati ma che hanno sottoscritto il cosiddetto ” Joint Procurement Agreement to procure medical countermeasures“, per distribuire quante più soluzioni terapeutiche e mediche su tutto il continente (vaccini, contenitori per rifiuti speciali, fiale, siringhe, disinfettanti, dpi e prodotti per terapie intensive). Oltre ai 27 ci sono anche Norvegia, Liechtenstein e Islanda (Area economica europea), il Regno Unito e Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Kosovo e Bosnia Herzegovina.