Morbo di Crohn, scoperto nuovo biomarcatore per ottimizzare la cura

Basterà un test del sangue per valutare la quantità di oncostatina M e in base a esso ottimizzare e personalizzare la terapia farmacologica di questa grave patologia infiammatoria intestinale. La ricerca di un gruppo di medici e docenti dell'Università di Pisa e dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana

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Un biomarcatore plasmatico – l’oncostatina M – potrebbe predire qual è la terapia farmacologica migliore per il morbo di Crohn. Lo ha scoperto un gruppo di medici e docenti dell’Università di Pisa e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Secondo il recente studio pubblicato su Alimentary Phamacology & Therapeutics, basterà un test del sangue per per ottimizzare e personalizzare il trattamento di questa grave patologia infiammatoria intestinale.

La scoperta del biomarcatore per il morbo di Crohn

Nello studio, coordinato da Lorenzo Bertani dottorando in Scienze Cliniche e Traslazionali dell’ateneo di Pisa, i pazienti che avevano una concentrazione plasmatica di oncostatina M più bassa prima dell’inizio del trattamento rispondevano meglio all’anticorpo monoclonale infliximab. Un farmaco quest’ultimo, impiegato per trattare una serie di malattie autoimmuni fra le quali il morbo di Crohn. Il miglioramento, spiega una nota dell’ateneo, “è stato documentato sia in termini di remissione clinica della malattia che di guarigione della mucosa intestinale”.

Un passo avanti verso la medicina di precisione

“I risultati – riportano i ricercatori pisani Matteo Fornai e Luca Antonioli – rappresentano a nostro avviso una scoperta di primaria importanza nell’ambito della cosiddetta medicina di precisione, in cui l’impiego di biomarcatori specifici consente di ottimizzare terapie farmacologiche per il trattamento di patologie importanti come le malattie infiammatorie croniche intestinali”. Lo studio ha coinvolto 45 pazienti con malattia di Crohn da moderata a grave in cura presso il percorso dipartimentale per le malattie infiammatorie croniche intestinali dell’ospedale di Cisanello a Pisa.