Performance della sanità regionale: Trento, Bolzano ed Emilia Romagna al top

Crea Sanità presenta il rapporto 2020 sui sistemi sanitari locali. Il ranking si basa sulle valutazioni di un panel di esperti e stakeholder, tra cui l'industria healthcare

La provincia autonoma di Trento guida la classifica dei sistemi sanitari regionali. Seguono la P.A. di Bolzano e l’Emilia Romagna.  È questo il podio dei territori dove i cittadini possono godere di “maggiori opportunità di salute” secondo l’edizione del 2020 del rapporto sulle “performance regionali” del consorzio Crea Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata.

Il ranking

Una premessa: il ranking è il frutto delle valutazioni di un panel composto da 93 esperti e stakeholder del sistema sanitario (c’è anche l’industria healthcare). L’indicatore di performance è elaborato sulla base di un metodologia messa a punto dal Crea e consolidata in questi anni. I sistemi sanitari regionali vengono valutati esaminando cinque dimensioni: sociale esiti, appropriatezza, innovazione e dimensione economico-finanziaria. Nel panel sono presenti, fra gli altri, rappresentanti di istituzioni, cittadini, professioni sanitarie, manager delle Asl e dirigenti di aziende farmaceutiche e di dispositivi medici.

Top e flop

Nelle prime tre Regioni si registra un punteggio tra il 61% ed il 71% del massimo ottenibile: quindi con ampi margini di ulteriore miglioramento. Dieci Regioni hanno performance relativamente elevate, con punteggi compresi fra il 53% e il 58% del livello ottimale:Toscana, Veneto, Marche, Umbria, Liguria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Sardegna Piemonte). Un po’ più in basso si trovano Abruzzo, Lazio, Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia e Campania si attestano nel range 46-52%, seguite dalla Calabria, ultima, con un livello di performance pari al 33%.

Gli obiettivi

“L’esercizio guarda alla performance dal lato della domanda (ovvero dei cittadini), non dell’offerta (pubblica) di servizi: va sottolineato che, quindi, il progetto non ha una vocazione ‘tecnocratica’. In altri termini – chiariscono gli esperti del Crea – non è finalizzato a promuovere l’accountability dei sistemi sanitari regionali, ovvero a misurare il loro grado di raggiungimento degli obiettivi di sanità pubblica. Questo riteniamo spieghi perché i sistemi sanitari regionali che, con la metodologia adottata, risultano offrire il maggior livello di tutela della salute, non sempre coincidono con quelli che ‘performano’ meglio nella cosiddetta “Griglia Lea” (ora Nuovo sistema di garanzia), né con quelli individuati quali benchmark per il riparto del Fondo sanitario”.

Le cinque dimensioni

Le dimensioni più critiche in termini di performance sono dell’Innovazione e dell’Appropriatezza. Rispetto al ranking del 2019, quest’anno in quasi tutte le categorie di stakeholder, a eccezione del management aziendale, si è registrato un aumento notevole del “peso” della dimensione Economico-Finanziaria, che negli anni scorsi si era invece progressivamente ridotto. Questo dato, secondo gli esperti, “può essere ascrivibile all’impatto, in crescita, delle spese private sostenute dai cittadini, ma anche dalla consapevolezza della necessità di un rifinanziamento del sistema, resa maggiormente evidente con l’emergenza Covid-19”. La dimensione Economico-Finanziaria “contribuisce” alla performance nella misura del 40,9%, seguita dal Sociale (19,9%) e dagli Esiti (19,7%).

IL RAPPORTO