Tamponi e diagnosi per il coronavirus, Boggetti: “Pensare a test per gestire il paziente da casa”

Secondo il numero uno di Confindustria Dm, intervenuto alla trasmissione "Che giorno è" su Rai Radio 1, si può pensare di accelerare la raccolta dei campioni attraverso diagnosi a domicilio, ma rileva delle criticità che andranno risolte

“Bisognerebbe lanciare nuovi test per gestire il paziente a domicilio e pensare a sistemi di prelievo alternativi al tampone nasofaringeo che è limitante nella raccolta dei campioni”. A dirlo è il presidente di Confindustria Dispositivi medici Massimiliano Boggetti intervenuto nella mattinata del 15 ottobre alla trasmissione “Che giorno è” condotta da Francesca Romana Ceci e Massimo Giraldi su Rai Radio 1. Secondo il numero uno degli industriali medtech italiani bisogna risolvere alcune criticità nella raccolta dei risultati dei tamponi e, in generale, delle diagnosi per Sars-Cov2.

Test fai da te?

Se ne parla molto in questi giorni dopo le dichiarazioni del Presidente del Veneto Luca Zaia (mandando su tutte le furie il microbiologo Andrea Crisanti) che ha dato la sua benedizione alla sperimentazione di kit auto-diagnostici nel laboratorio di microbiologia di Treviso sotto la supervisione e direzione di Roberto Rigoli. Per Boggetti la soluzione può essere senz’altro utile per accelerare le tempistiche di raccolta dei campioni tuttavia ci sono degli elementi critici da considerare: “La vera sfida non è solo fornire i kit per i test molecolari, ma è quella di spostare l’attività di testing e diagnostica fuori da laboratori e dagli ospedali. Ci sono però delle valutazioni da fare”, continua il presidente durante il suo intervento radiofonico. “Il primo è quello di creare un sistema semplice che dia dei risultati e che sia gestibile da chi non ha esperienza di kit diagnostici. Il secondo è che questi risultati siano affidabili e utili”.

Materie prime e non solo

Per il testing che attualmente si sta facendo nel Paese “ci sono problemi legati alla reperibilità dei reagenti e materie prime – continua Boggetti – e alla disponibilità del personale sanitario”.