Remdesivir, non convincono i risultati del megatrial Oms sulla sua efficacia

I risultati ad interim di "Solidarity" indicano un piccolo o inesistente effetto sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero da Covid-19 spiega l'Organizzazione mondiale della sanità. Stessa conclusione anche per idrossiclorochina, combinazione lopinavir/ritonavir e per i regimi a base di interferone

prevenzione del tumore del colon-retto

Non convincono i risultati sull’efficacia di remdesivir, di idrossiclorochina, della combinazione lopinavir/ritonavir e dei regimi a base di interferone emersi dal megatrial dell’Organizzazione mondiale della sanità “Solidarity”. A detta dell’Oms, infatti, i risultati ad interim indicano un piccolo o inesistente effetto sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero da Covid-19.

Il dilemma remdesivir

Tra tutti i farmaci citati, il remdesivir è quello che aveva maggiori aspettative di successo. Mentre sull’idrossiclorochina si era dibattutto a lungo prima dell’estate (si ricordi la scivolone di Lancet sul tema e dell’Oms stessa), intorno al farmaco di Gilead si era venuta a creare un’aura quasi mistica. Il presidente Usa Donald Trump ne aveva assunto delle dosi (all’interno di un cocktail di farmaci), così come Silvio Berlusconi e probabilmente anche il premier britannico Boris Johnson e in molti, all’interno della comunità scientifica, hanno sollecitato l’uso dell’antivirale. Tra l’altro, il 12 ottobre, erano usciti dati positivi sul farmaco sul “New England Journal of Medicine” che avrebbero dimostrato, altresì, che, rispetto al placebo, nei pazienti con Covid il trattamento con remdesivir avrebbe ottenuto miglioramenti continuativi e clinicamente significativi su diversi parametri di valutazione (i dati erano già noti a maggio tanto che l’Ema, sulla base di quei risultati, aveva approvato l’antivirale contro Covid). Adesso arriva, invece, un nuovo colpo, stavolta dall’Oms e dal suo grande studio condotto in oltre 30 Paesi del mondo in 405 ospedali su 11266 adulti.

E c’è chi lo ha già comprato

Oltre al dilemma scientifico, c’è anche quello economico, che non è secondario. Gli Usa e l’Ue hanno già fatto accordi con Gilead per le forniture del farmaco e adesso la mannaia Oms se non pregiudica le forniture, sicuramente mette in discussione molte certezze che si sono venute a creare. Tra l’altro proprio l’Unione europea ha siglato l’accordo con la multinazionale californiana questa settimana, senza attendere i risultati ufficiali di Solidarity. Ora non è chiaro se Gilead rivedrà il prezzo del medicinale (2070 euro per ciclo terapeutico) alla luce degli ultimi dati.