Gestione del diabete, quando lo smartphone è al centro della terapia

Usare il telefono migliorerà la vita delle persone affette da questa condizione e dei loro caregiver, semplificando le operazioni che ne scandiscono la giornata. Ecco in che modo

gestione digitale del diabete

Gestire al meglio la terapia insulinica grazie all’utilizzo di uno smartphone. È la nuova sfida nel campo della digital health. Infatti il cellulare si sta già trasformando in un prezioso alleato a supporto di medico e paziente, che potranno contare su un ecosistema digitale per la gestione dei dati relativi al diabete. In altre parole, usare il telefono migliorerà la vita delle persone affette da questa condizione e dei loro caregiver, semplificando quelle operazioni che ne scandiscono la giornata (misurazione della glicemia, calcolo del bolo, somministrazioni di insulina, documentazione delle azioni intraprese attraverso il ”diario” terapeutico, verifica dei dati della terapia da parte del personale sanitario).

Il mercato

Guardando al mercato, l’utilizzo di strumenti digitali nell’ambito della gestione del diabete è in costante crescita. Secondo un’analisi del rapporto “Digital diabetes care market 2018-2022: ready to take off”, pubblicato recentemente dalla società Research2Guidance, il mercato globale della gestione digitale del diabete raggiungerà i 742 milioni di dollari di valore, con un tasso di crescita del 50% anno su anno. Un altro studio, pubblicato nel 2018, ha previsto che nel 2022 saranno circa 23,5 milioni le persone che utilizzeranno applicazioni per il diabete in tutto il mondo, rispetto ai 6,5 milioni del 2017. Una stima piuttosto riduttiva, visto che non considera programmi di diete, sport, health, bolus calculators, ecc, diffusamente già oggi utilizzati dai diabetici.

Più in dettaglio, secondo l’analisi di Research2Guidance, sono sei i principali business models legati alla gestione digitale del diabete:

  • Vendite bundle: offerte di vendita che possono includere dispositivi connessi, forniture di consumabili di ogni tipo e servizi di coaching digitale
  • Vendita di servizi: ricavi da app di servizi di operatori sanitari e servizi di coaching al di fuori degli app store
  • Licenza tecnologica: ricavi da servizi di provisioning tecnologico di app e portali client B2b
  • Vendite di dispositivi: ricavi dalle vendite di devices connessi (misuratori di glicemia collegati, infusori di insulina e set di infusione) indotte dalle app al di fuori degli app store
  • App store: ricavi da download di app e acquisti in app
  • Ricavi da pubblicità in app e servizi di promozione di dispositivi per i clienti B2b

Gestione digitale del diabete

I vantaggi della tecnologia

Ma quali sono i vantaggi reali che l’innovazione tecnologica può apportare nel campo della gestione del diabete? In generale, i principali benefici offerti dalle soluzioni digitali in questo settore riguardano la possibilità di acquisire e interpretare i dati in modo rapido ed efficiente. L’importanza del loro utilizzo cresce non solo in ambito diagnostico e terapeutico, ma anche nell’ottica della prevenzione. Per questo motivo è ormai sempre più frequente parlare di gestione interconnessa del diabete (Idm). L’obiettivo è sfruttare le potenzialità dell’innovazione per limitare i rischi legati alla condizione metabolica, garantendo al tempo stesso terapie sempre più personalizzate.

Il ruolo dei pazienti

Un passo importante, però, sul versante della digitalizzazione, deve essere ancora compiuto dai pazienti. Secondo quanto riporta una recente analisi dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità della school of management del Politecnico di Milano, infatti, solo un cittadino su quattro monitora i dati raccolti tramite app o dispositivo wearable (in generale, non solo nel campo della gestione del diabete).  Il 10% li visualizza ma non li utilizza, perché non affidabili (7%) o di difficile interpretazione (3%). Solo il 5% li condivide con il medico, il 67% non lo ha fatto perché non ha avuto la necessità e il 13% perché il medico non era interessato a riceverli.

Intelligenza artificiale

Guardando al versante dell’intelligenza artificiale, grazie agli algoritmi è possibile “predire” con buona approssimazione chi in futuro può ammalarsi di diabete o ne può sviluppare le complicanze, per via dell’individuazione di alcuni fattori di rischio inediti.

Un caso concreto riguarda uno studio recente realizzato dall’Amd (Associazione medici diabetologi) che ha provato a comprendere le potenzialità degli algoritmi di intelligenza artificiale per intercettare la migliore strategia per curare il diabete di tipo 2. Nel dettaglio, un’enorme mole di dati processati, riferiti al percorso di cura di un milione di persone con DM T2, è stata affidata alle capacità di calcolo di un algoritmo di Ai per indicare agli specialisti quali siano i fattori chiave per il raggiungimento del duplice obiettivo “controllo-metabolico” e “nessun aumento di peso”.

La ricerca ha permesso di comprendere quali siano le variabili maggiormente responsabili del mancato raggiungimento dell’obiettivo, al fine di individuare strategie terapeutiche sempre più personalizzate in base alle specifiche esigenze del singolo paziente.

Diabete e smartphone

Insieme agli algoritmi di intelligenza artificiale, un ruolo da protagonista nella digitalizzazione della gestione del diabete possono giocarlo gli smartphone. In questo ambito chi sta giocando una partita importante è Ypsomed, multinazionale svizzera impegnata nello sviluppo e nella produzione di sistemi di microinfusione di insulina. Il gruppo ha creato una soluzione IoT (Internet of Things enabled), denominata mylife Loop Program, realizzata grazie a una partnership con Dexcom (azienda californiana leader mondiale nella produzione di dispositivi di monitoraggio in continuo della glicemia – Cgm).

Nello specifico, Ypsomed ha già sviluppato e distribuisce un’applicazione (mylife App), per iOs e Android, che comunica con il microinfusore mylife Ypsopump e con i propri misuratori di glicemia (sBGM), permettendo di monitorare tutti i dati della terapia da smartphone. Il calcolo del bolo e la condivisione dei dati su cloud, per la visualizzazione del personale sanitario e dei familiari, avvengono in modo semplice, sicuro, pratico e discreto per gli utilizzatori, proprio perché possono sfruttare lo smartphone che portano sempre con sé.

Entro fine anno il gruppo integrerà alla suite una nuova funzionalità. Si tratta di mylife Assist, che permette di visualizzare sul proprio smartphone i valori di glicemia misurati dal sensore per il monitoraggio in continuo Dexcom G6 e di utilizzarli per il calcolo del bolo. In più, sempre sull’app, verranno visualizzati i messaggi di avviso, se il livello di glucosio è troppo basso o troppo alto, e anche i trend glicemici.

Entro la primavera del 2021 verrà aggiunta un’ulteriore funzione, mylife Dose, che permetterà la somministrazione del bolo di insulina, suggerito dall’app fire-walled sullo smartphone, attraverso il microinfusore associato, in maniera discreta, semplice e sicura, senza dover intervenire fisicamente sul microinfusore stesso.

Il passo successivo sarà implementare la funzionalità mylife Loop, che permetterà l’erogazione automatizzata dell’insulina tramite algoritmo Aid di controllo residente sullo smartphone: lo “smart pancreas” artificiale su cellulare.

Grazie all’architettura innovativa smartphone-based del sistema modulare, tutti gli upgrade verranno resi disponibili senza dover agire sul microinfusore, attraverso semplici aggiornamenti automatici dell’app, con vantaggi sia per i pazienti e i sanitari che per il sistema sanitario. Questo include anche futuri aggiornamenti dell’algoritmo Aid, che si svilupperà in cloud-based machine learning.

In questo contesto, la vision di Ypsomed, in stretta collaborazione con Jdrf, organizzazione internazionale che finanzia la ricerca sul diabete, è quella di offrire una terapia del diabete sempre più personalizzata, ritagliata sulle reali esigenze del paziente, attraverso un approccio modulare e personalizzabile, aperto verso un futuro interoperabile, capace di sfruttare appieno le potenzialità di un dispositivo come lo smartphone, che fa parte della vita quotidiana delle persone.