Test rapidi, in Europa si sta considerando di comprare i prodotti di Roche e Abbott

Secondo un documento dell'Ue sarebbero le opzioni al vaglio dei Paesi membri. Tuttavia ci sono numerose altre aziende al lavoro, anche perché la domanda è altissima e la capacità produttiva arranca

Molti Paesi europei stanno accelerando per comprare i kit diagnostici rapidi di Roche e Abbott, nonostante siano all’orizzonte difficoltà di approvvigionamento. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Ue, aveva dichiarato che l’Unione europea avrebbe messo sul tavolo 100 milioni di euro per l’acquisto dei test, tuttavia, a quanto rivela Reuters, le società in testa per degli accordi finali sembrano proprio essere le due multinazionali.

La commissione dell’Ue

Non si sanno ancora i nomi dei Paesi interessati a entrare in trattativa per i testi antigenici. Stando al documento dell’Unione europea, i prodotti di Roche e Abbott sono tra le opzioni maggiormente considerate. Non è chiaro se i 100 milioni di cui von der Leyen ha parlato andranno in blocco alle due società, tuttavia appare abbastanza verosimile pensare che buona parete dei 22 milioni di test antigenici che l’Ue vuole acquisire possano provenire dalle due multinazionali. Già una mezza dozzina di Paesi membri utilizza test antigenici e la Germania ha fatto sapere che si è assicurata una scorta di nove milioni di test al mese da Abbott, Roche e Siemens Healthineers con il Land della Baviera che da sola se ne è assicurati 10 milioni. Anche l’Italia ha dichiarato di volersi muovere in questa direzione.

La domanda è superiore all’offerta

Il problema è sempre quello. La domanda supera l’offerta e la necessità di avere dei test diventa sempre più impellente. Un po’ come le mascherine e i Dpi di marzo-aprile, adesso sono i test a soffrire. L’aumento dei casi in tutta Europa e nel mondo costringe i governi a chiedere sempre più soluzioni diagnostiche e le azienda a rispettare le commissioni e ad accelerare la produzione. Roche ha dichiarato che può produrre 40 milioni di kit rapidi al mese, ma punta a raddoppiare le linee produttive entro le fine dell’anno. Anche Siemens Healthineers e Becton Dickinson stanno facendo l’impossibile per aumentare la produzione, ma la domanda rimane elevatissima.