Giornata Mondiale del Diabete 2020: arriva AIDA, il primo chatbot creato da Novo Nordisk per le persone con diabete

L’Artificial Intelligence Diabetes Assistant – AIDA – è un progetto realizzato da Novo Nordisk, che si avvale della consulenza e del supporto scientifico di un board composto da specialisti in diabetologia, per offrire un aiuto concreto alle persone con diabete di tipo 1 e tipo 2, caregivers ed operatori sanitari. AIDA risponde a quesiti sul diabete, parla di alimentazione, ma anche di attività sportiva e stile di vita *IN COLLABORAZIONE CON NOVO NORDISK

aida diabete

“Il diabete cambierà la mia vita? Posso continuare a fare sport?” Per aiutare le persone con diabete – ma anche caregiver e operatori sanitari in diabetologia – a trovare risposte sulla malattia arriva AIDA (Artificial Intelligence Diabetes Assistant). Una vera e propria assistente digitale che aiuta gli utenti a orientarsi nel mondo del diabete e trovare risposte, scientificamente fondate, alle domande che le vengono poste. AIDA risponde a quesiti sul diabete e sue implicazioni, parla di alimentazione ma anche di attività sportiva, rapporto con gli altri e stile di vita.

La Giornata Mondiale del Diabete

Si tratta del primo chatbot italiano dedicato al mondo del diabete, malattia che il 14 novembre viene ricordata, in 170 paesi e territori in tutto il mondo, con una giornata dedicata, in occasione del compleanno del Premio Nobel Sir Frederick Banting che nel 1921 scoprì l’insulina. Sviluppata da H-Farm, AIDA è il frutto del costante impegno di Novo Nordisk nell’attività di ricerca e sviluppo di soluzioni e strumenti tecnologici e innovativi di Digital Health.

Aumentare la consapevolezza del paziente

“Quasi 4 milioni di persone in Italia sono affette da diabete tipo 1 o 2” spiega Cristina Bianchi, Diabetologa presso la U.O. Malattie Metaboliche e Diabetologia Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. “Un bacino di pazienti che deve essere tutelato e protetto da informazioni inappropriate e fake news, che possono indurre a sottostimare la malattia, pregiudicare l’adozione di corretti stili di vita e compromettere l’aderenza alla terapia”.

D’altra parte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha dimostrato che solo il 50% delle persone con diabete di tipo 2 segue correttamente l’aderenza alle terapie, come conferma anche Basilio Pintaudi, Direttore Medico Servizio di Diabetologia Ospedale Niguarda di Milano, che precisa come una soluzione efficace sia puntare su una maggiore consapevolezza del paziente. “È stato dimostrato infatti che più il paziente esercita un ruolo attivo attraverso un’informazione efficace, più è motivato a rispettare le indicazioni del medico” continua.

Un chatbot che impara con l’utente

AIDA però non è una “semplice” assistente digitale che si limita a rispondere alle domande che le vengono poste, ma impara continuamente dagli utenti. Il chatbot infatti, si aggiorna in base alle varie richieste. Inoltre, le sue risposte sono certificate e affrontano diverse possibili aree di interesse della patologia: sono infatti il frutto dell’esperienza e della consulenza di un board scientifico composto da specialisti in diabetologia. L’obiettivo è quello di dare risposte chiare e semplici, senza volersi mai sostituire al medico. Anche a domande poste da bambini, familiari, caregiver e più in generale amici e colleghi che possono interpellarla e  far comprendere in maniera semplice anche argomenti  di tipo scientifico.

“Il coinvolgimento dell’intero nucleo familiare sia che si tratti di un bambino o di un adulto con diabete di tipo 1, o di un adulto o anziano con diabete di tipo 2, è fondamentale per l’adozione di uno stile di vita più sano e attivo. La conoscenza della malattia anche da parte loro è importante per innescare comportamenti virtuosi” chiarisce Fabrizio Febo, UOC Endocrinologia e Metabolismo ASL Pescara Dipartimento di Medicina e Scienze dell’invecchiamento Università G. d’Annunzio Chieti.

Possiamo immaginare che gli strumenti digitali come AIDA possano tornare utili anche agli stessi medici e al team diabetologico, “fornendo un ulteriore supporto per facilitare il processo di autonomizzazione del paziente e rafforzando il percorso educazionale intrapreso durante la visita in ambulatorio” aggiunge Teresa Mezza, Endocrinologia e Diabetologia Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Attenzione alle emozioni

L’intelligenza artificiale alla base del software di AIDA le permette inoltre di analizzare le domande anche da un punto di vista emozionale per cercare di rispondere in modo appropriato all’interlocutore laddove riscontrasse – nelle sue parole – paure, timori e stress legati alla gestione quotidiana della patologia, promuovendo il benessere fisico e psicologico.  Le persone affette da malattie croniche come il diabete, sia esso di tipo 1 o di tipo 2, sono infatti soggette a stressemotivo, come ricorda Giuliano Caggiano, Psicologo e Coach Membro dell’Ordine degli Psicologi del Lazio: “Per questo è importante essere empatici, ascoltare le difficoltà soggettive dei pazienti, comunicare in modo chiaro ed efficace e offrire sostegno e supporto per garantire l’aderenza terapeutica”.

AIDA su Amazon Alexa

AIDA può essere contattata direttamente sul suo sito da un qualsiasi dispositivo desktop e mobile. Presente anche su Telegram, è sufficiente scaricare l’applicazione e cercare il canale @aidachatbot per iniziare una conversazione. Mentre per l’utilizzo attraverso Amazon Alexa basta pronunciare “Alexa, apri AIDA diabete”. Proprio attraverso Amazon Alexa, AIDA può essere anche un’utile compagna  in cucina. Guidando gli utenti nella scelta di ricette gustose e salutari ed in linea con uno stile di vita sano.

“L’impegno di Novo Nordisk va ben al di là dei nostri prodotti – conclude Drago Vuina, General Manager & Corporate Vice President di Novo Nordisk Italia che ha sostenuto il progetto – siamo infatti in prima linea nell’offerta di soluzioni e strumenti di Digital Health e Intelligenza Artificiale. AIDA è il primo esempio di questo impegno che vede la nostra azienda impegnata nella ricerca di soluzioni e strumenti orientati a migliorare le condizioni delle persone con diabete”.