Farmaceutica, nella manovra nuovi tetti e un fondo da 400 mln per cure e vaccini anti-Covid

Nell'ultima bozza del ddl Bilancio un fondo ad hoc per i medicinali impiegati contro la pandemia e una revisione dei tetti subordinata alla chiusura della partita sul payback. Sale l'asticella per gli acquisti diretti (ex ospedaliera) e scende per la convenzionata

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Un fondo da 400 milioni di euro per medicinali e vaccini anti-Covid e una revisione dei tetti della spesa farmaceutica, subordinata al pagamento del payback pregresso da parte delle aziende. Sono queste le due novità principali per il settore farmaceutico contenute nell’ultima bozza del Ddl di Bilancio 2021, aggiornata alla sera del 14 novembre.

Un fondo per farmaci e vaccini anti-Covid

L’articolo 76 della bozza di ddl prevede l’istituzione per il 2021, nello stato di previsione del ministero della Salute, di un fondo ad hoc da 400 milioni di euro da destinare destinare all’acquisto dei vaccini anti Sars-Cov-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid-19.

Acquisto e d distribuzione del vaccino: poteri ad Arcuri

Secondo lo stesso articolo (comma 2), il ministero della Salute si avvale del Commissario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto all’emergenza epidemiologica Covid-19, Domenico Arcuri, per “l’acquisto e la distribuzione sul territorio nazionale dei vaccini anti Sars-Cov-2”.

I nuovi tetti di spesa

Il comma 1 dell’articolo 77 prevede una rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica, cioè quelli per la convenzionata e per gli acquisti diretti. Il valore complessivo resta invariato: il 14,85% del Fondo sanitario nazionale. Ma a partire dal 2021 il tetto per la spesa convenzionata passerà, secondo la bozza del ddl, dall’attuale 7,96 per cento al 7,30 per cento.

Una soglia più bassa che permette di alzare l’asticella per la spesa ospedaliera, fuori controllo da molto tempo: il tetto per gli acquisti diretti passerà dall’attuale 6,89 per cento al 7,55 per cento, fermo restando il valore percentuale del tetto per acquisti diretti di gas medicinali (0,20%).

I due tetti, secondo il comma 2 dell’articolo, potranno annualmente essere rideterminati,  fermo restando il valore complessivo del 14,85 per cento, in sede di predisposizione del disegno di legge di bilancio su proposta del ministero della Salute, sentita l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), d’intesa con il ministero dell’Economia, sulla base dell’andamento del mercato dei medicinali e del fabbisogno assistenziale.

Una condizione: chiudere la partita del payback

Novità rispetto alle prime bozze della manovra è la subordinazione dell’intervento sui tetti alla chiusura della partita sul payback pregresso, ovvero sul meccanismo di ripiano degli sforamenti dei tetti di spesa a carico delle aziende farmaceutiche.

L’attuazione della modifica dei tetti prevista dal comma 1 (rimodulazione per il 2021) è subordinata all’integrale pagamento da parte delle aziende farmaceutiche degli oneri di ripiano relativi al superamento del tetto degli acquisti diretti della spesa farmaceutica Ssn dell’anno 2018 entro il 31 gennaio 2021 come certificato dall’Aifa entro il 10 febbraio 2021.  “In caso di certificazione negativa – si legge nella bozza – restano in vigore i valori percentuali dei tetti previsti dalla normativa vigente. I pagamenti si intendono corrisposti a titolo definitivo e ne consegue l’estinzione di diritto, per cessata materia del contendere, a spese compensate, delle liti pendenti dinanzi al giudice amministrativo”.

Anche l’attuazione del comma 2 per il 2022, dunque l’aggiornamento delle percentuali dopo una triangolazione Salute-Aifa-Mef, ha un vincolo di questo tipo. È subordinata, infatti, all’integrale pagamento del payback per l’anno 2019 entro il 30 giugno 2021 come certificato dall’Aifa entro il 10 luglio 2021.