I preservativi sono esclusi dall’obbligo di autorizzazione per la pubblicità

Il decreto ministeriale firmato dal vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri li esclude dagli obblighi previsti per i dispositivi medici, a cui erano sottoposti finora. Un’esclusione che va a vantaggio dei cittadini e del Servizio sanitario nazionale

pubblicità preservativi

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale firmato lo scorso 6 ottobre dal vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri sull’esclusione dei preservativi dall’obbligo di autorizzazione a fini di pubblicità. Il decreto – che entrerà in vigore il 30 novembre – riguarda la modifica normativa sulla pubblicità dei dispositivi medici. Un “primo passo per un accesso sempre più semplice” come sottolinea l’Associazione Luca Coscioni.

Il decreto in ogni caso prevede che il ministero della Salute possa ordinare l’immediata cessazione della pubblicità di preservativi, qualora presentasse informazioni dalle quali può derivare un rischio per la salute dei consumatori. Così come la diffusione, a spese del trasgressore, di un comunicato di rettifica e di precisazione, secondo modalità stabilite dallo stesso ministero.

Pubblicità equiparata a quella dei dispositivi medici

La pubblicità dei preservativi era fino ad ora equiparata a quella dei dispositivi medici, regolamentati da una normativa molto rigida. In particolare il decreto legislativo 46 del 24 febbraio 1997 prevedeva un vaglio preventivo del ministero della Salute che poteva o meno autorizzare la pubblicità.

“La pubblicità del profilattico, al pari di tutti i dispositivi medici che non sono venduti su prescrizione medica, o impiegati con l’assistenza di personale sanitario, possono essere pubblicizzati in base all’articolo 21 del decreto legislativo 46/1997, previa autorizzazione del ministero della Salute, sentito il parere di una apposita commissione di esperti” aveva specificato Sileri in commissione Affari sociali alla Camera, lo scorso gennaio in risposta a due interrogazioni parlamentari sulla stessa questione.

I vantaggi dell’esenzione dei preservativi dall’autorizzazione

“Considerando anche il comma 2-ter dello stesso articolo – aveva continuato Sileri – secondo cui con decreto ministeriale vengono identificate le fattispecie che non necessitano di autorizzazione appare utile un’esenzione da tale obbligo per i profilattici. Proprio perché favorirne la comunicazione pubblicitaria promuoverebbe una maggiore consapevolezza dei destinatari sull’importanza della prevenzione. E supporterebbe maggiormente l’azione di contrasto alle infezioni sessualmente trasmesse portata avanti dalle istituzioni”.

Senza considerare che il Servizio sanitario nazionale ne trarrebbe beneficio in termini di diminuzione dei costi legati alle infezioni sessualmente trasmesse, come aveva specificato in conclusione il vice ministro. “In questo modo il sistema italiano, almeno per i preservativi, sarebbe pienamente allineato agli altri Paesi dell’Ue” ha concluso.

Un accesso più semplice per i minorenni

“La contraccezione è uno strumento essenziale per l’affermazione dei diritti alla salute riproduttiva ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Liberalizzare la pubblicità e l’informazione sui profilattici è un primo passo che deve portare nella direzione di un accesso sempre più semplice. E quando possibile gratuito, ai contraccettivi, in particolare per le persone minorenni”.