Unione europea della Salute? Serve un approccio unitario (anche su pharma e lotta ai tumori)

L’Istituto per la Competitività (I-Com) presenta il rapporto "Designing the future European Health Union? Scaling-up ambitions, powering resilience". Focus su collaborazione rafforzata, il Piano contro il cancro e la Strategia farmaceutica della Commissione Ue

unione europea della salute

L’Unione europea dalla salute serve. L’Europa adotti un approccio unitario “unitario e integrato” alle sfide sanitarie. A partire da una strategia comune per i farmaci e per la lotta al cancro. È una delle lezioni principali che il Vecchio Continente deve imparare dalla pandemia, almeno secondo  il rapporto “Designing the future European Health Union? Scaling-up Ambitions, Powering Resilience”, realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e presentato il 18 novembre nel corso di un simposio online.

Unione europea della salute

“Le prime proposte della Commissione verso un’Unione europea della Salute sono da apprezzare, e ulteriori passi avanti in questa direzione devono, anzi, essere incoraggiati e sostenuti. L’Europa dovrebbe adottare un approccio unitario e integrato alle sfide sanitarie che vada oltre il principio di sussidiarietà”, scrive I-Com, commentando le recenti posizioni della presidente della Commisione Ue, Ursula von der Leyen, e il pacchetto di iniziative pubblicato dalla Commissione l’11 novembre scorso.

La strategia farmaceutica europea

Il rapporto – curato dal presidente dell’istituto Stefano da Empoli e dal direttore dell’area Innovazione Eleonora Mazzoni –  si concentra su due priorità fondamentali dell’agenda sanitaria europea, che la Commissione si appresta a delineare entro la fine dell’anno: il “Piano contro il cancro” e la “Strategia farmaceutica”.

Per quanto riguarda la strategia farmaceutica europea, gli analisti dell’istituto sottolineano la necessità di migliorare le condizioni di mercato per le aziende del settore che operano nell’Unione. “Ad esempio – spiega I-Com – dovrebbero essere rafforzate misure specifiche sulla flessibilità normativa, introdotte durante la crisi in materia di procedure di autorizzazione e di immissione in commercio. Come pure lo sviluppo di reti di sperimentazione clinica, bio-banche e banche dati, la costruzione di uno spazio europeo di dati sanitari, la previsione di meccanismi di collaborazione pubblico-privato dovrebbero essere considerati prioritari per accelerare il processo verso questo obiettivo e per sostenere e incoraggiare l’innovazione”.

Il Piano contro il cancro

Sul futuro Piano europeo per la lotta contro il cancro, il rapporto I-Com lancia un allarme: tra le malattie che comportano i maggiori oneri sociali, il cancro potrebbe superare presto quelle cardiovascolari. “La lotta contro il cancro richiede l’adozione di un approccio ‘health in all policies’, ossia implica il riconoscimento del fatto che la salute deve svolgere un ruolo chiave nella definizione delle politiche in molti settori”, commenta Eleonora Mazzoni.

La centralità dei dati

Fra i temi del rapporto, anche centralità dei dati per la ricerca in materia sanitaria, riconosciuta a livello europeo ed evidenziata dall’alta pressione scaturita dalla crisi del Covid-19, sia sulla comunità scientifica, sia sui Servizi sanitari nazionali. “L’esigenza principale è quella di un’azione complementare e congiunta per garantire che i risultati della ricerca e i dati sanitari elementari possano essere condivisi rapidamente, apertamente ed efficacemente”, sottolinea I-Com.

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