Trasferimento tecnologico, al via il fondo di Cdp venture capital con una dotazione di 150 milioni

Il nuovo veicolo finanziario supporterà le startup del deep tech. Inoltre stipulerà accordi con Università e centri di ricerca per finanziare le fasi iniziali di vita delle giovani realtà innovative e avvierà l’operatività di nuovi gestori di fondi verticali specializzati

trasferimento tecnolgico

Prende il via ufficialmente il Fondo technology transfer di Cdp venture capital Sgr – Fondo nazionale innovazione. Con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro, il Fondo supporterà la nascita e lo sviluppo di startup cosiddette deep tech, provenienti da selezionati ambiti di ricerca e con ampie prospettive di sviluppo industriale.

Chi guiderà il fondo

Guidato da Claudia Pingue, il Fondo si focalizzerà su alcune aree della ricerca scientifica e tecnologica particolarmente rilevanti per il nostro Paese e promettenti in ottica venture capital. Su tali aree stipulerà accordi con primarie Università e centri di ricerca per finanziare le fasi iniziali di vita delle startup e avvierà l’operatività di nuovi gestori di fondi verticali specializzati.

Come opererà 

Attraverso quindi un mix di investimenti diretti e indiretti, il Fondo technology transfer, si pone come un attore primario per superare il gap di competenze e capitali tra Ricerca e Mercato con il fine ultimo di creare nuove generazioni di imprenditori di successo e investitori qualificati e riconosciuti.

Le sfide da affrontare

“La sfida del Fondo sarà quella di valorizzare le migliori competenze tecnologiche, le invenzioni, la creatività e i talenti, che nascono all’interno dei centri di ricerca e nei sistemi universitari italiani potenziandone le capacità imprenditoriali e creando terreno fertile per la collaborazione con le realtà industriali consolidate –  ha commentato Francesca Bria, presidente di Cdp venture capital sgr – Fondo nazionale innovazione – Dal punto di vista della ricerca l’Italia è all’avanguardia e si posiziona all’8° posto a livello mondiale per numero di pubblicazioni scientifiche e per numero di ricercatori e al 10° posto per numero di brevetti presentati all’epo. Tuttavia, nel momento di tradurre i progressi scientifici in innovazione, non sempre il nostro Paese riesce a conseguire risultati soddisfacenti. Attraverso questo fondo, in sinergica collaborazione con Università e Centri di Ricerca, valorizziamo il nostro patrimonio scientifico per incrementare il livello di innovazione e di competitività del sistema della ricerca e industriale italiano”.