Come mantenere le best practice nella cura del diabete

Covid-19 ha impresso un'accelerazione alle tecnologie digitali che dovranno essere mantenute attive anche dopo l'emergenza coronavirus. Digital Diabetes Accademy, in collaborazione con 24Ore Business School, ha organizzato un webinar il 9 dicembre sul tema. *IN COLLABORAZIONE CON NOVO NORDISK

telemedicina

Nella sua drammaticità Covid-19 ha insegnato qualcosa. Su tutto, ha spinto alla modernizzazione dei processi di cura e gestione del paziente e qualcosa è cambiato anche a livello normativo, perché da marzo sono state instaurate alcune modifiche all’assistenza sanitaria: alcune modalità telematiche sono infatti state riconosciute dal punto di vista retributivo. Quello che è stato fatto in questi mesi in termini di avanzamento delle modalità di interazione e gestione della relazione medico/paziente dovrebbe protrarsi anche nel post-emergenza, per poter mantenere le nuove best practice anche a livello di utilizzo della tecnologia, in modo da assicurare una migliore cura e fare in modo che il monitoraggio telematico sia più efficace. Inoltre, l’utilizzo maggiore della tecnologia potrebbe essere funzionale a garantire una omogeneizzazione assistenziale di cui beneficerebbe tutta la popolazione.

Il webinar del 9 dicembre

Per fare chiarezza su questi tempi, facendo seguito al primo appuntamento del 30 novembre, Digital Diabetes Academy, con il contributo non condizionante di Novo Nordisk e in collaborazione con 24Ore Business School, ha organizzato un secondo webinar il 9 dicembre. Durante l’evento saranno prese in esame queste novità da un punto di vista pratico ponendo l’attenzione sull’importanza che gli strumenti digitali possono avere anche nel post-emergenza coronavirus. Sempre moderato dal giornalista Luca Tremolada, interverranno Alberto Maestri (brands, organizations & executives advisor), Marco Bosio (Head of Government & Healthcare Italy Google Cloud), Mauro Pellicioli (Sales Engineer Google Cloud), Emanuele Airoldi (StartApps/Magnetic Media Network Spa) e Salvatore Aranzulla (esperto di digitale e proprietario di aranzulla.it). Per iscriversi e per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di Digital Diabetes Academy. Il Board scientifico sul progetto, inoltre, è composto da Agostino Consoli (Professore ordinario di endocrinologia presso l’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti-Pescara), Ilaria Dicembrini (Diabetologa all’AOU Careggi di Firenze), Andrea Fortuna (Partner PwC  – Healthcare, Pharmaceuticals & Life sciences), Antonio Nicolucci (Direttore di Coresearch srl), Basilio Pintaudi (Diabetologo all’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda di Milano).

Le criticità su cui focalizzarsi per trovare una soluzione

Ci sono, tuttavia, degli ostacoli, principalmente di tipo strutturale, perché non sempre i medici sono dotati degli strumenti adatti. Non sempre le postazioni dei medici sono attrezzate per videocall, e spesso la connessione internet utilizzata non è pensata per supportare questi modelli di comunicazione. Il vero tema da affrontare è di digital divide, perché in Italia l’utilizzo di queste tecnologie – per quanto ne sia cresciuta la diffusione – è ancora a macchia di leopardo.

Alcuni esempi virtuosi

Ma ci sono anche esempi virtuosi in cui la telemedicina ha portato dei benefici evidenti. Su tutti la riorganizzazione sanitaria in ambito digitale, nel contesto dell’attività diabetologica del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, è supportata da una piattaforma regionale di telemedicina attraverso la quale è possibile interfacciarsi (anche visivamente) con il paziente e condividere documenti sanitari o altra tipologia di documenti utile allo svolgimento della televisita. Oltre alla televisita, è stato attivato un sistema di tele-educazione per il supporto al conteggio dei carboidrati, attraverso la produzione di contributi video disponibili su una apposita sezione del sito dell’ospedale. In Toscana, presso la Diabetologia di Careggi a Firenze è stata realizzata un’esperienza territoriale concreta su pazienti diabetici in emergenza Covid. In particolare l’analisi parziale di un campione di pazienti affetti da diabete di tipo 1 prima e post lockdown ha mostrato un miglioramento del compenso glicometabolico durante il periodo di lockdown senza aumento del rischio di ipoglicemie e con riduzione del tempo dedicato a ogni paziente dovuta all’ottimizzazione dei processi grazie al digitale. La struttura ha adottato un approccio integrato digitale (70%)/valutazione in presenza (30%) fin dalle prime settimane dopo il primo lockdown di marzo e sta lavorando per il mantenimento di questo nuovo modus operandi anche passata l’emergenza Covid-19. Infine, nel corso del 2019, è stata realizzato il progetto “L’isola del cuore”, che ha visto impegnati l’ospedale Fatebenefratelli di Roma, centro di eccellenza per la cura delle aritmie cardiache, e Magnetic Media Network, l’unico Apple Authorised Enterprise Reseller in Italia. Insieme hanno scommesso sulla tecnologia wearable dando vita a un progetto unico a livello mondiale in ambito healthcare attraverso una campagna di prevenzione che ha registrato lo straordinario record di oltre 4300 elettrocardiogrammi (Ecg) fatti con Apple Watch in soli due giorni.

Consapevolezza

La trasformazione digitale in atto nel settore sanitario sta dando importanti risultati nell’ottica di migliorare i servizi per i malati e di ottimizzare il dialogo con gli operatori sanitari. Grazie all’ampliamento dell’adozione degli strumenti tecnologici e a una maggiore consapevolezza da parte dei medici e dei pazienti dei benefici derivanti dal loro utilizzo, si potrà avanzare in questa direzione e fare in modo che la digitalizzazione sia sempre più tangibile anche in Italia, oltre l’emergenza Covid-19.

In collaborazione con Novo Nordisk