Attacco hacker all’Ema, obiettivo i dati del vaccino Pfizer/Biontech

Le due società hanno comunicato che nel mirino dei pirati informatici ci sarebbero stati i dati del loro prodotto. L'Agenzia europea dei medicinali ha avviato un'indagine. Nessuno stop al processo approvativo

Che da tempo si parlasse di guerra cibernetica per scrutare i segreti industriali dei produttori dei vaccini anti-Covid è ormai cosa nota. Ma è recente l’intrusione nei server dell’Agenzia europea dei medicinali da parte di pirati informatici con l’obiettivo di carpire i dati dei dossier registrativi del prodotto Pfizer/Biontech.

L’attacco

Le due società farmaceutiche hanno dichiarato congiuntamente l’avvenuto attacco dopo che la stessa Ema aveva avvisato di un data breach il 9 dicembre. I dati del dossier erano stato salvati in un server dell’ente regolatorio che poi è stato aggredito lasciando scoperti i dati che sono stati consultati illegalmente. Tuttavia, nonostante l’ingresso illecito, i dati effettivi dei trial non sono stati resi noti. Ema ha comunque dichiarato che l’accaduto non interromperà la procedura approvativa e che è già in atto un’indagine per venire a capo della faccenda.

Campagna di spionaggio

Non è la prima volta che accade un fatto simile. Forse, anzi sicuramente, non sarà l’ultima. Durante l’anno sono state numerose le aziende colpite da attacchi cibernetici tra cui Gilead, J&J, Novavax e Moderna. Per non parlare poi dell’Oms, anch’esso obiettivo dei data breach. Voci di corridoio ed esponenti di spicco dei governi avevano accusato Cina, Russia e Nord Corea in quanto mandanti dei corsari cibernetici. Le prove latitano, i sospetti meno. Sta di fatto che quest’ultimo evento conferma che è in atto ormai da tempo una campagna di spionaggio a tutti i livelli e che non coinvolge solo le aziende, ma ogni organizzazione o apparato pubblico che abbia a che fare con Covid-19.