Aviaria in Europa, pochi casi in Italia ma attenzione alla Germania

Il nuovo report dell'Ecdc mette in chiaro che si sta verificando un focolaio nell'area centro-settentrionale del continente. Berlino conta, al momento, 300 casi su 561 totali, mentre da noi i numeri sono ancora molto ridotti (sei casi)

Come già l’Efsa aveva anticipato il 20 novembre, l’influenza aviaria sta rapidamente progredendo in tutto il continente. Le migrazioni degli uccelli stanno mettendo a rischio la fauna avicola tanto che dal 20 novembre all’11 dicembre sono stati registrati 561 casi (si è partiti da 300) in polli, uccelli in cattività e animali in libertà. Nessun caso tra gli umani. In Italia pochissimi casi (6), in Germania oltre 370.

I dati

I dati forniti nel report dell’Ecdc che collabora con l’Efsa, forniscono un quadro piuttosto completo della situazione. In Italia ci sono solo sei casi e la Germania è coinvolta per più della metà della casistica. Seguono, nell’ipotetica classifica, Danimarca (65) e Paesi Bassi (57). I soggetti più colpiti sono gli animali selvatici che sono più difficili da controllare e che, in virtù di ciò, possono mettere maggiormente a rischio le popolazioni domestiche. Al momento i polli sono sufficientemente controllati con 43 casi.

Da un punto di vista delle tipologie di virus, il ceppo più diffuso è l’H5N8 che solo in Germania è stato responsabile di 336 casi. Da noi in Italia di soli tre. Da monitorare anche i ceppi H5N5 e H5Nx. Nel pollame è proprio l’H5N8 il più pericoloso con 40 casi (su 43).

Il focolaio nord Europa

Mettendo insieme i numeri della tabella in alto e una mappa dell’Efsa che identifica i casi da agosto a dicembre 2020 si nota come i focolai maggiori siano concentrati nel centro-nord Europa. Germania e Benelux in primis. Questo vale sia per le popolazioni di pollame che per gli animali selvatici.

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