Idrossiclorochina, Consiglio di Stato dice sì all’uso contro Covid (ma senza rimborsabilità)

Dopo la nota restrittiva di Aifa della scorsa primavera, la III sezione precisa che non c'è "ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale". Consentita "la prescrizione, sotto precisa responsabilità e dietro stretto controllo del medico"

la giungla dei tamponi

La III Sezione del Consiglio di Stato ha accolto, in sede cautelare, il ricorso di un gruppo di medici di base e ha sospeso la nota del 26 maggio scorso di Aifa che vietava la prescrizione off-label dell’idrossiclorochina per la lotta contro Covid. “Non compete a questo Consiglio valutare e men che mai decretare l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina nel contrasto al Sars-Cov-2 in una fase iniziale della malattia, proprio per i limiti connaturati al suo sindacato giurisdizionale – è scritto nella sentenza –  ma questo Consiglio ha il dovere di rilevare che la perdurante incertezza circa la sua efficacia terapeutica, ammessa dalla stessa Aifa a giustificazione dell’ulteriore valutazione in studi clinici randomizzati, non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale da parte dei medici curanti in base ad una conclusione – la totale definitiva inefficacia del farmaco sotto ogni aspetto, anche immunomodulatorio – che, allo stato delle conoscenze e della ricerche tuttora parziali e provvisorie, sembra radicale e prematura già a livello scientifico”

Autonomia decisionale del medico

Al termine del documento, il Consiglio di Stato specifica che è consentita “la prescrizione, sotto precisa responsabilità e dietro stretto controllo del medico, dell’idrossiclorochina ai pazienti affetti da Ssars-Cov-2 nella fase iniziale della malattia secondo quanto precisato in motivazione”. Infine, l’ordinanza del tribunale precisa che la sospensione dell’esclusione della prescrizione del farmaco nel regime di rimborsabilità non è stato oggetto di discussione e di esame da parte dell’organismo.

La storia dell’idrossiclorochina

La strada che ha portato a questa decisione (il cui iter non è comunque finito in quanto è previsto un altro grado di giudizio) è stata lunga. Si è iniziato a parlare di questo medicinale (per il trattamento Covid, s’intende) la scorsa primavera finché le agenzie regolatorie internazionali (tra cui anche Ema e Fda) non hanno avanzato delle preoccupazioni riguardo l’uso off-label. Il primo aprile Aifa richiama alla cautela e dopo quasi due mesi, a seguito di un discusso articolo di Lancet in cui si ponevano in essere dubbi sull’efficacia e sicurezza del farmaco, in tutto il mondo vengono stoppati precauzionalmente i trial e la somministrazione. La stessa Oms decise all’epoca di bloccare tutto per poi tornare sui suoi passi una volta rivisti i dati del megatrial mondiale Solidarity (condotto dalla stessa Oms). Nonostante la retromarcia dell’Organizzazione mondiale della sanità, Fda aveva già deciso di ritirare l’autorizzazione all’uso di emergenza seguendo la decisione di maggio dell’Agenzia italiana del farmaco che ha precluso alla prescrizione del medicinale la rimborsabilità.