Vaccino Covid, i Paesi ricchi vogliono di più e lasciano le briciole ai più poveri

I più ricchi si sono aggiudicati il grosso delle scorte di prodotti mettendo in difficoltà la logistica destinata ai meno sviluppati economicamente. Il programma Covax dell'Oms e Gavi rischia così di non coprire tutti i soggetti che avrebbero bisogno dell'immunizzazione

Coronavirus

Già da qualche giorno il programma di “salvataggio” dei Paesi in via di sviluppo dell’Oms è sotto accusa in quanto molti esperti ipotizzano che gli Stati più arretrati economicamente non vedranno dosi sufficienti di vaccino anti-Covid prima del 2024. Il motivo? I Paesi ricchi si stanno impossessando del grosso delle risorse lasciando le briciole agli altri. Intanto l’Ue vorrebbe già esercitare l’opzione di ulteriori forniture da Biontech e Moderna e gli States starebbero pensando a un ulteriore accordo con Pfizer.

Nuovi accordi

La Commissione europea sta valutando di attivare al più presto le opzioni (già previste dai contratti) con Biontech/Pfizer e Moderna. Cento milioni dalle prime due e 80 dalla seconda. Contemporaneamente anche Washington si sta muovendo per siglare altri accordi con Biontech/Pfizer. L’amministrazione Trump, nei pochi giorni che gli rimangono prima dell’insediamento di Joe Biden, sta contrattando con le aziende per aiutarle con le materie prime necessarie per produrre ulteriori dosi prodotto in primavera.

Il piano Oms scricchiola

Se da una parte i grandi blocchi di acquisto stanno cercando di mettersi al sicuro, dall’altra il programma Covax sponsorizzato da Gavi Alliance e Oms scricchiola. Infatti la programmazione della logistica e della distribuzione dei vaccini per comunità in difficoltà economiche rischia di inciampare a causa delle carenze a cui si andrà incontro. L’Ue, tra parentesi, ha vissuto sulla sua pelle questa situazione con il maxi acquisto degli Usa di remdesivir nella scorsa estate lasciando pochissime scorte ad altri possibili acquirenti. Le polemiche dei capi di Stato e di governo da questa parte dell’Atlantico non hanno tardato ad arrivare. Tornando a Covax, entro il 2021 il programma prevede di distribuire circa due miliardi di dosi coprendo il 20% dei Paesi vulnerabili in Africa, Sud America e Asia. La Reuters ha però rivelato i dettagli di un documento interno secondo cui i promotori del programma stanno riscontrando evidenti difficoltà logistiche e contrattualistiche con le società produttrici tanto che fino al 2024 molte comunità potrebbero rimanere senza dosi. Al momento le società coinvolte nel negoziato con Gavi sono AstraZeneca, Novavax e Sanofi per un totale di 400 milioni di dosi. Troppo poche.