Fare cultura sulla gestione del dolore a 360°: l’impegno di Molteni in oncologia

Assegnati i premi di ricerca banditi in collaborazione con l’Associazione italiana di oncologia medica sul tema “Management of cancer pain”. Durante il congresso nazionale Aiom, è stato fatto il punto su come riconoscere e trattare in maniera appropriata il dolore di base, il BTcP e la costipazione indotta da oppioidi (OIC). *IN COLLABORAZIONE CON MOLTENI

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L’impegno di Molteni in oncologia non si attenua neanche quando l’attenzione sembra così focalizzata sulla pandemia, anzi si rafforza ulteriormente. A testimoniare la continuità dell’impegno dell’azienda sono stati appena assegnati i premi di ricerca banditi da Molteni Farmaceutici e dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) sul tema “Management of cancer pain”. L’iniziativa, giunta quest’anno alla quinta edizione e rivolta a medici, infermieri professionali e psicologi, è stata celebrata il 1 novembre scorso all’interno del XXII congresso nazionale dell’Aiom svoltosi in modalità virtuale. “La nostra azienda – spiega Francesca Romana Imbrighi, Corporate Commercial & Medical General Manager Molteni – è da diversi anni partner di Aiom nel favorire la crescita delle conoscenze sulla patologia tumorale, in particolare rispetto al dolore oncologico e al BreakThrough cancer Pain (BTcP). Investire in quest’area per noi è fondamentale, nella convinzione che facendo cultura si possa contribuire alla gestione a 360° dei pazienti oncologici e ottenere valore aggiunto per tutti. Il premio per noi di Molteni è diventato ormai una tradizione. Speriamo davvero che dal prossimo anno si possa tornare a consegnare i premi personalmente, per valorizzare appieno il lavoro dei ricercatori in quest’area così rilevante dell’oncologia”.

Il focus sul dolore

Proprio di ottimizzazione della terapia nella gestione a 360° del dolore nel paziente oncologico si è parlato nel simposio satellite moderato da Carmine Pinto, direttore della struttura Complessa di Oncologia dell’IRCCS Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, durante il quale si è discusso della difficoltà di mettere in pratica le linee guida per la gestione dell’OIC (Opioid Induced Constipation) come parte integrante del management del dolore. Inoltre si è fatto il punto su come riconoscere e trattare in maniera appropriata il dolore di base e il BreakThrough cancer Pain. In particolare, è emerso che un’adeguata gestione del dolore attraverso un appropriato uso dei farmaci oppiacei possa incidere in modo benefico sulla qualità di vita del paziente oncologico consentendo anche una maggiore aderenza alle terapie antitumorali. Il miglioramento della qualità di vita dei pazienti attraverso una gestione integrata del dolore e dell’OIC è uno degli obiettivi fondamentali dell’azienda in ambito oncologico.

Cos’è il BreakThrough cancer Pain

Il BTcP, definito anche Dolore Episodico Intenso (DEI), è un’esacerbazione transitoria del dolore (di durata generalmente breve, da 30 a 60 minuti in media) di intensità moderata-elevata che può condizionare pesantemente l’esperienza della malattia. Può insorgere spontaneamente o in seguito ad un fattore scatenante con una frequenza media di circa 2 – 3 episodi al giorno, in pazienti oncologici con dolore di base stabile e ben controllato nell’arco della giornata. Si tratta di una condizione clinica comune che si evidenzia in molteplici complicazioni fisiche, psicologiche e sociali tutte associate ad un peggioramento della qualità di vita dei pazienti e comporta un maggiore utilizzo di servizi di assistenza sanitaria e sociale. Si stima che sia presente nel 39% dei pazienti ambulatoriali e nell’80% dei pazienti ospedalizzati. Il controllo del BTcP gioca un ruolo fondamentale nel migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici e i Patient reported outcomes (Pro) stanno acquisendo un ruolo sempre maggiore nella valutazione della terapia, come avviene in diverse aree terapeutiche.

Premio a chi studia la qualità di vita dei pazienti

A questo proposito è molto significativo che il primo premio sia andato alla dottoressa Chiara Baratelli dell’Azienda ospedaliera universitaria San Luigi Gonzaga/Ospedale Mauriziano Umberto I di Orbassano (Torino) proprio per un lavoro dedicato all’impatto sulla qualità di vita dei pazienti oncologici ambulatoriali misurata con i Patient reported outcome (titolo “Impact of adoption of patient-reported outcomes in clinical practice on the accuracy of pain reporting in medical records of cancer patients”).

Gli altri riconoscimenti

Anche il secondo premio è andato a uno studio incentrato sui Pro ed in particolare è stato attribuito alla dottoressa Silvia Riva della St Mary’s University di Twickenham (Londra) per lo studio intitolato “Development and validation of the Patient Reported Outcome for Fighting Financial Toxicity (PROFFIT) instrument in cancer care in Italy”. Terzo classificato è il dottor Luigi Celio della Fondazione IRCCS-Istituto Nazionale dei Tumori di Milano per uno studio sull’impiego del desametasone in prevenzione di nausea e vomito nella chemioterapia (titolo “Is the dexamethasone (DEX)-sparing strategy ready for cisplatin? Results of a phase III, controlled, non-inferiority trial of two simplified DEX-sparing regimens including NEPA for the prevention of chemotherapy-induced nausea and vomiting”). Come ogni anno, i premi vogliono stimolare il continuo aggiornamento dei vincitori: il premio al primo classificato consiste infatti nell’iscrizione al congresso ASCO 2021 per medici e nell’iscrizione al congresso AIOM per l’anno in corso per infermieri e psicologi. Al secondo e terzo classificato è offerta invece l’iscrizione al congresso ESMO 2021 (medici) e al congresso AIOM anno in corso (infermieri e psicologi).

  In collaborazione con Molteni