I limiti normativi che impediscono lo sbarco di Amazon Pharmacy in Italia

In un podcast della collana beTalks, due professioniste dello studio legale BonelliErede spiegano quali sono gli aspetti legali regolatori e concorrenziali che al momento bloccano la penetrazione del colosso di Jeff Bezos nel settore delle farmacie italiane. Ma anche le possibili strategie per raggirare i divieti

amazon pharmacy italia

Lo scorso novembre la notizia dello sbarco negli Stati Uniti di Amazon Pharmacy. Un servizio fornito dal gigante dell’e-commerce di Jeff Bezos, che consente l’acquisto online di medicinali da prescrizione. Con l’assicurazione che può farsi carico direttamente dell’acquisto e sconti fino all’80% per gli abbonati Amazon Prime.  Certo per ora la vendita è possibile solo negli Stati Uniti ma difficile credere che la società di Seattle non stia pensando a un’estensione anche in altri Paesi. Ma è possibile che il servizio di distribuzione dei farmaci di Amazon Pharmacy si estenda anche in Europa e in Italia? Ne hanno parlato Sara Lembo e Francesca Mastroianni, professioniste di BonelliErede e componenti del Focus Team Healthcare e Life Sciences, in un podcast della collana beTalks.

Sbarco difficile di Amazon Pharmacy in Italia

“Non c’è dubbio che la distribuzione dei farmaci da parte di Amazon Pharmacy, stia rivoluzionando il settore farmaceutico nel mondo” commenta Lembo. “Con grossi volumi di vendita che potrebbero spostarsi dalla farmacia tradizionale oggi soggetta a costi di distribuzione più elevati”. In Italia però è difficile – almeno per il momento – che il colosso statunitense riesca a penetrare il mercato. I vincoli regolatori e normativi italiani, infatti, al momento non permettono ad Amazon di intervenire nella vendita dei farmaci.

I limiti normativi

Mastroianni spiega quali sono questi limiti, come la Direttiva Europea 2011/62 sui medicinali falsificati recepita con il DL2014 n 17 che dal 2016 permette di vendere anche in Italia farmaci online che non richiedono la prescrizione medica, ma vieta la vendita dei farmaci etici. Inoltre come ricorda ancora Mastroianni non è possibile acquistare farmaci su siti stranieri per una tutela stessa del cittadino che potrebbe incorrere in farmaci falsificati o rischiare il clonaggio della carta di credito.

Il dropshipping

“Vi sono però altre problematiche che impediscono ad Amazon di entrare nel mercato in Italia” continua Mastroianni. “Ad esempio il dropshipping, che non consente al grossista di effettuare spedizioni per conto del farmacista, relative a ordine ricevuti nell’e-commerce della farmacia”. Divieto che al momento sembra essere aggirato facilmente con meccanismi non consentiti, ma che di fatto vieta ad Amazon di attuare il suo modello di business classico in Italia.

Le possibili strategie di Amazon

Se oggi esistono una serie di limiti regolatori, non è detto che in futuro ci possano essere strategie che permettano ad Amazon di penetrare nel mercato delle farmacie italiana come spiega Lembo: “Potrebbe entrare acquistando farmacie o gruppi di farmacie come stanno facendo molti fondi. Inoltre ci sono da considerare gli aspetti legali dal punto di vista concorrenziale legati a questa novità”. (Qui la versione integrale del podcast).