Antibioticoresistenza in Italia, Magrini (Aifa): “Serve riduzione ulteriore dell’uso”

Presentato online il 29 dicembre il report "L'uso degli antibiotici in Italia nel 2019". Rese note anche alcune evidenze del 2020 come il raddoppio del consumo di antimicrobici nel mese di marzo

antibiotici

Sull’antibioticoresistenza bisogna fare di più. Non ci gira tanto intorno Nicola Magrini, Direttore generale dell’Aifa, durante la presentazione online del rapporto Osmed “L’uso degli antibiotici in Italia nel 2019”. In tempo di pandemia, rileva il Dg ha aumentato l’uso e l’abuso degli antibiotici lasciando l’Italia in una posizione di certo non invidiabile rispetto ad altri Paesi europei.

Gruppo ad hoc?

L’Italia è uno degli Stati messi peggio e lo stesso Magrini avverte che è necessario un cambio di rotta e di una riduzione effettiva dell’uso di questi farmaci nell’ordine del 50% e non del 3-4%. Medio-alti i livelli di utilizzo negli ospedali e nelle terapie intensive. Non è scontato, tra l’altro, che all’interno dell’Unità di crisi dell’Aifa venga istituito un gruppo ad hoc sul tema per valutare nuove misure su un fenomeno che sta sempre più preoccupando gli esperti.

Il consumo

Si consuma inappropriatamente oltre il 25% nei casi di cura di influenza, laringotracheite, tonsillite, faringite, influenza e cistite non complicata. Rispetto al 2018 l’uso degli antibiotici è rimasto stabile, anche se superiore alla media europea. Nel complesso lo scorso anno, le dosi di antibiotici per ogni mille abitanti sono state 21,4 con un 73% erogato dalle farmacie a carico del Servizio sanitario nazionale, un 8,9% da strutture sanitarie pubbliche e un 18% da strutture private. “Abbiamo visto un aumento significativo dell’uso degli antibiotici tra il 2016 e il 2019), spiega Evelina Tacconelli (Università di Verona). “Inoltre – continua l’esperta – facciamo fatica a trasmettere il messaggio relativo agli effetti collaterali sull’uso degli antimicrobici pagando caramente l’assenza di una rete infettivologica a livello nazionale correlata all’uso di questi farmaci”.

L’impatto Covid

Covid ha impattato pesantemente sull’abuso degli antibiotici. A marzo, in particolare, si è notata una corsa all’acquisto di antibiotici tanto che il valore di spesa rispetto al 2019 è raddoppiato. I macrolidi, usati per le malattie infettive, sono aumentati del 77% così come l’azitromicina che ha raggiunto un +160%. Tuttavia, il rapporto sottolinea come nel primo semestre di quest’anno le dosi ogni mille abitanti sono state 13,2 (segnando una diminuzione sul 2019 del 26,3%. Per gli acquisti diretti si registra una lieve riduzione (-1,3%), ma permangono ampie differenze tra le regioni.

L’investimento limitato delle aziende

Un altro tema sollevato durante il dibattito e di cui ha fatto cenno Giuseppe Traversa dell’Aifa ha riguardato gli investimenti limitati delle aziende che, per timore di non incassare sufficienti introiti, si mostrano poco propense alla ricerca e sviluppo in questo campo. “Dobbiamo fare di più sulla ricerca clinica. Se le aziende investono poco perché ritengono di avere attese di guadagno limitate, bisogna aumentare gli investimenti di ricerca indipendente sulla base, per esempio della Drugs for neglected diseases initiative, ossia quell’organizzazione finanziata dal pubblico per lo sviluppo di farmaci per le patologie trascurate e, quindi, anche per gli antibiotici”.