Spesa farmaceutica per acquisti diretti 2020, nuovo sforo e le aziende dovranno ripianare 1,35 miliardi

Secondo i calcoli di Iqvia, il disavanzo della spesa per farmaci è di circa 2,7 miliardi di euro, di cui 1,35 miliardi dovranno essere ripianati dalle società

In base ai consumi rilevati da Iqvia, la spesa farmaceutica per acquisti diretti (spesa ospedaliera) nel 2020 ha oltrepassato nuovamente il tetto programmato per legge. Infatti, secondo i calcoli, il disavanzo della spesa per farmaci è di circa 2,7 miliardi di euro, di cui 1,35 miliardi dovranno essere ripianati dalle aziende farmaceutiche.

Liberatore: “penalizzazione per l’industria farma”

Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia Italia: “Negli ultimi anni, la pressante esigenza di garantire la sostenibilità economica del servizio sanitario nazionale ha portato all’attuazione di una serie di interventi che penalizzano l’industria farmaceutica in Italia. Infatti, le aziende devono ripianare, con il sistema del payback, la metà del disavanzo per farmaci del Ssn. La restante parte è pagata dalle singole Regioni in base al loro superamento del budget assegnato”.

Un 2021 diverso?

A causa della pandemia, il 2020 è stato contraddistinto da un sostanzioso incremento del fabbisogno sanitario che ammonta a circa 4,6 miliardi di euro. Tuttavia, sempre secondo Liberatore, almeno per le aziende delle scienze della vita, l’anno in corso potrà essere meno penalizzante. “Nella Finanziaria 2021 è prevista una modifica alle percentuali che definiscono i due tetti di spesa. Il tetto per la spesa di acquisti diretti  passa da 6,69% a 7,65%. Nel 2020, se si applicasse la nuova percentuale al tetto della spesa per acquisti diretti, le aziende farmaceutiche complessivamente avrebbero avuto un risparmio di circa 572 milioni di euro. Questa ridefinizione dei tetti per il 2021 è vincolata ai pagamenti delle somme previste per il payback 2018 ancora pendenti a causa di molteplici ricorsi legali”. Inoltre sarà anche rimodulato il tetto di spesa della convenzionata (ricetta rossa) che passerà da 7,96% al 7,0%. Anche con questa diminuzione, comunque, non si prevede per il 2021 uno sfondamento del tetto.

Sottofinanziamento

Iqvia sottolinea come la spesa farmaceutica rischi di rimanere sottofinanziata anche per l’anno in corso nonostante la previsione di aumento. Il tema è politico. “Ciò sarà essenziale, a maggior ragione, dopo questa crisi sanitaria quando ci sarà un bisogno ulteriore di farmaci innovativi. È improprio fissare un tetto di spesa farmaceutica così basso quando si sa che verrà sfondato per oltre due miliardi di euro”.

Le voci di spesa

Per quanto riguarda la spesa per acquisti diretti di farmaci (compresi quelli acquistati in distribuzione diretta e per conto – Dpc), per il 2020, a seguito dello scorporo della spesa per i gas medicinali, il tetto per questi farmaci era stato ridotto dal 6,89% al 6,69% del totale fabbisogno del Ssn (pari a 119 miliardi di euro). Sono esclusi da questo computo i farmaci innovativi e innovativi oncologici che rientrano in due fondi da 500 milioni di euro ciascuno e la cui spesa nel 2020 si stima possa restare all’interno del finanziamento previsto. La spesa diretta per acquisti di farmaci di classe H (farmaci somministrati soltanto in ospedale), al netto dei farmaci innovativi, è di 2,8 miliardi in calo rispetto al 2019 mentre il canale della distribuzione diretta risulta essere in forte crescita, soprattutto per il canale della Dpc. Infine la spesa convenzionata (ricetta rossa), rientra ampiamente all’interno del tetto previsto. Infatti anche nel 2020 la spesa risulta essere in leggera diminuzione (-1,7%), attestandosi a circa 8 miliardi di euro e portando un risparmio rispetto al tetto di spesa di 1,5 miliardi di euro. Tuttavia questo avanzo positivo non andrà a compensazione della spesa diretta.