Tumore alla prostata: nuove terapie dallo studio del microbiota intestinale

È l’obiettivo di un progetto guidato da Andrea Alimonti del Vimm dell’Università di Padova – sostenuto da un premio internazionale – che si concentrerà sulla attuazione di un nuovo protocollo clinico che combina una terapia standard in associazione a farmaci in grado di modificare il microbiota intestinale

Tumore della prostata microbiota intestinale

Da qualche tempo ormai il microbiota è diventato un campo di studio interessante per la lotta ai tumori. Lo scorso maggio un gruppo di ricercatori del Weizmann Institute of Science aveva pubblicato la prima mappa del microbioma relativo a sette diversi tumori focalizzandosi sul microbiota intra-tumorale. Ma non mancano anche gli studi su come il microbiota intestinale possa influenzare per esempio l’immunoterapia. Sempre su questa scia Andrea Alimonti, Principal Investigator del Veneto institute molecular medicine (Vimm) dell’Università di Padova, e dell’Eth di Zurigo ha ricevuto per il secondo anno consecutivo il Challenge Award assegnato dalla Prostate Cancer Foundation, per studiare il ruolo del microbiota intestinale nel tumore alla prostata.

Il progetto microbiota intestinale nel tumore alla prostata

Il progetto “mirare al microbiota ospite per invertire la resistenza terapeutica nei tumori letali della prostata” che sarà portato avanti dal team di ricerca internazionale guidato da Alimonti si concentrerà sulla attuazione di un nuovo protocollo clinico che combina una terapia standard in associazione a farmaci in grado di modificare il microbiota intestinale. Il team svilupperà inoltre un test per identificare i pazienti con microbi sfavorevoli al fine di comprendere meglio come questi microbi influiscono sui risultati e come la loro presenza può essere ridotta con interventi mirati. Il lavoro sarà finanziato con un grant del valore di oltre 1 milione di dollari.

Protocolli clinici per tumori farmaco-resistenti

“La priorità del nostro team è quello di coniugare scoperte fatte nel nostro laboratorio allo sviluppo clinico” ha commentato Andrea Alimonti.  “Negli ultimi 4 anni abbiamo attivato tre diversi protocolli clinici basati su immunoterapia per la cura del carcinoma della prostata resistente a ‘terapie convenzionali’, le cosiddette terapie ormonali. Per questi pazienti non esistono terapie attualmente efficaci a contrastare la malattia”.

I Prostate Cancer Foundation Challenge Awards

Nati per finanziare team multi-istituzionali e interdisciplinari di ricercatori che conducono ricerche altamente innovative e ad alto potenziale nella ricerca sul cancro alla prostata, i Prostate Cancer Foundation (Pcf) Challenge Awards hanno premiato nell’edizione di quest’anno 12 progetti di ricerca per un importo totale di 11 milioni di dollari. Tale riconoscimento viene normalmente attribuito a centri di eccellenza americani e raramente a Istituzioni europee. Alimonti è l’unico europeo ad avere ottenuto due riconoscimenti consecutivi per il suo contributo allo sviluppo di terapie innovative in pazienti affetti da carcinoma della prostata.