Clausole contratti con aziende farmaceutiche, l’Ue mantiene il riserbo

L'Ue ribadisce la sua posizione. Unico carteggio reso disponibile agli eurodeputati è quello relativo al negoziato con Curevac. Rimane il nodo dei documenti trafugati dall'Ema i quali, secondo l'agenzia, sarebbero però stati manipolati. Il caso rimane aperto

antibiotico-resistenza

L’Ue non apre bocca e non si scuce nemmeno sotto la pressione mediatica. Al centro del dibattito tornano i contratti con le società farmaceutiche produttrici dei vaccini Covid-19, nello specifico Pfizer e Biontech che in questi giorni sono al centro di feroci polemiche per i ritardi (ora confermati) sulla consegna dei preparati in tutta Europa. L’Ue, che è stata incalzata sulle specifiche dei contratti in merito alla forza negoziale con le società, non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non è voluta entrare nel dettaglio. Troppi i cavilli che comprometterebbero le relazioni tra le parti contraenti, fanno sapere da Bruxelles, se alcuni elementi ritenuti riservati dovessero trapelare.

Riservatezza

Che i contratti fossero riservati era certo da tempo così come era certo già dalla scorsa estate che molte società avevano preteso di essere sollevate dalle responsabilità in caso di effetti collaterali dei vaccini. Su questo punto manca ancora una conferma, ma la società civile sta facendo pressione dati gli sviluppi degli ultimi giorni. La domanda sostanzialmente è una. Quali sono i termini di responsabilità dell’azienda? Siano essi di efficacia e sicurezza del vaccino sia nella distribuzione? Il commissario all’emergenza italiano Domenico Arcuri ha minacciato anche le vie legali dopo che Pfizer ha confermato la riduzione di dosi distribuili nelle settimane prossime. La società ha dichiarato e promesso che le mancanze che seguiranno a causa del rallentamento saranno tutte restituite, tuttavia permangono ancora parecchi dubbi. Il portavoce alla salute dell’Ue Stefan de Keersmaecher ha ribadito che l’unico dossier sulle contrattazioni reso “pubblico” è stato quello tra l’Unione europea e la tedesca Curevac. Per pubblico si intende che la Commissione (su permesso della società stessa) ha fornito la possibilità agli eurodeputati di leggere il contratto impedendo, però, che chiunque fotografasse o prendesse appunti al riguardo.

Le distribuzioni

Un altro dubbio che a mezza bocca è stato confermato anche dagli eurodeputati che hanno visto il dossier di Curevac è che non ci sono indicazioni sui tempi certi di consegna. In sostanza il calendario non è stato contrattualizzato. Che la stessa cosa sia accaduta anche per gli altri negoziati, si veda Pfizer, è probabile anche se non certa. Albert Bourla, Ceo di Pfizer, in un seminario organizzato dal Ppe in Parlamento Ue, si è soffermato sulle consegne trimestrali, senza entrare nel merito delle date precise. Secondo alcuni il motivo di questo abbottonamento è dovuto (anche) alle opportunità politiche e al fatto che si possano fare paragoni sulle distribuzioni tra i Paesi contraenti con Pfizer.

Il furto dei dati

Il vaccino Pfizer/Biontech è stato a dicembre vittima di un attacco hacker e i dati sono stati trafugati dall’Agenzia europea dei medicinali per poi essere pubblicati nel dark web. La società Yarix, attiva nell’ambito di sicurezza informatica, ha individuato alcune mail trattanti le pressioni che l’Ema avrebbe avuto per approvare in tempi rapidissimi il preparato Pfizer/Biontech (riprese poi da Bloomberg, Report e Le Monde). Dal carteggio elettronico scambiato tra il 10 e il 25 novembre emergerebbero, inoltre, i dubbi espressi dall’Ema sulla qualità, sicurezza ed efficacia del prodotto sottoposto alla rolling review dell’ente regolatore (a cui però Pfizer stessa avrebbe posto rimedio rallentando così la produzione del preparato). Tuttavia, specifica la stessa Ema, quei documenti, una volta trafugati, sarebbero stati manipolati.