Cartabellotta e Garattini: “Liberate i brevetti dei vaccini”

Il presidente di Fondazione Gimbe si esprime su Twitter, mentre il presidente dell'Istituto Mario Negri parla a "Il Mattino". Entrambi ritengono che le vie legali significhino spreco di tempo e denaro pubblico e preferirebbero che venissero messi in discussione i limiti imposti dalle licenze

Tribunale brevetti

I ritardi nella distribuzione dei vaccini prima di Pfizer/Biontech e poi di AstraZeneca hanno scatenato l’ira del governo italiano che ha deciso di ricorrere alle vie legali per il rispetto del contratto. La stessa presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen è in contatto stretto con i vertici delle società farmaceutiche per chiedere chiarimenti e invitare a rispettare le clausole contrattuali. Tuttavia alcune personalità di peso qui da noi hanno invitato a non avviare procedimenti giudiziari e a convincere le aziende a liberare i brevetti. L’appello è arrivato da Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, tramite il suo profilo Twitter e Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri intervista da “Il Mattino”.

Il tweet di Cartabellotta

“I Governi europei non perdano tempo (e denaro) in azioni legali contro Pfizer e AstraZeneca. Piuttosto si (pre)occupino di liberare le licenze dei vaccini controCovid-19”, scrive il presidente, invocando un’azione unita contro le aziende che ancora sono restie a liberare i propri prodotti dai vincoli brevettuali impedendo, in tal modo, la riproduzione dei vaccini a livello globale.

La posizione di Garattini

Anche Silvio Garattini è della stessa opinione e ne ha parlato in un’intervista a Lucilla Vazza su “Il Mattino”. “Se ci sono ragioni importanti di salute pubblica, gli Stati possono chiedere o pretendere la licenza del farmaco per produrlo in grosse quantità. L’Italia, l’Europa, possono chiederlo. In un momento di grandi difficoltà bisognerebbe avere il coraggio di abolire i brevetti sui farmaci salvavita come i vaccini. E se non facciamo le cose alla svelta, rischiamo che qualche variante non sia più suscettibile al vaccino”. La proposta di Garattini si inserisce in un quadro molto più ampio che attiene sia alle necessità di salute pubblica declinata attraverso l’impegno di tutte le parti in gioco di tutelare il benessere di tutti. Tra l’altro, anche per Garattini, con le azioni legali si andrà per le lunghe senza dare certezze sul risultato finale a favore del nostro governo.

I brevetti

Il tema della libertà di riprodurre un farmaco è in discussione da anni, ma con Covid-19 è tornato alla ribalta dopo che i governi di India e Sud Africa hanno chiesto un intervento formale sia all’Oms che all’Organizzazione mondiale del commercio. I due Stati, portavoce delle istanze dei più poveri, hanno chiesto di abolire i brevetti su alcuni farmaci e sui vaccini in modo tale da concedere a chiunque di poterli produrre e distribuire senza i vincoli imposti dalle visioni commerciali delle aziende farmaceutiche. Il risultato, sia nella sessione di dicembre 2020 che di gennaio 2021, è stato un rinvio della decisione in seno alla Wto data l’opposizione dei pesi massimi Ue, Svizzera e Usa. Una presa di posizione di questo tipo dovrà essere presa durante un’Assemblea generale dei 164 membri dove tali temi vengono votati e, se il caso, approvati, a maggioranza.