Pfizer/Biontech si accordano con il programma Covax per 40 milioni di dosi di vaccino (ritardi permettendo)

Le due società raggiungono l'intesa per una distribuzione equa dei prodotti anti-Covid nei Paesi meno ricchi. Pesano però i dubbi sulle capacità distributive a seguito dei continui annunci sui ritardi in Europa

Mentre l’Europa brontola e deve gestire alcuni Stati membri (Polonia e Italia in testa) che vorrebbero passare per le vie legali contro i ritardi nella distribuzione dei vaccini di Pfizer/Biontech, l’accoppiata tedesco-americana ha stretto un accordo con il programma Covax dell’Oms e di Gavi Alliance per la distribuzione di 40 milioni di dosi per le forniture vaccinali contro Sars-Cov2. Ad annunciarlo una nota della stessa Pfizer.

L’accordo

I dettagli finanziari non sono stati resi noti. L’unico dato è ralativo alla prima spedizione che è prevista per il primo trimestre 2021. All’interno del piano Covax sono rientrati anche 100 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca prodotte dall’Istituto Serum in India, anch’esse previste entro il primo trimestre 2021. L’Oms ha già dato la sua approvazione per l’uso di emergenza del vaccino Pfizer/Biontech, ma non per quello di AstraZeneca che dovrebbe arrivare a metà febbraio.

Ritardi

Mentre Pfizer/Biontech siglano una nuova intesa impegnandosi per altre 40 milioni di dosi, in Europa il malumore sale. L’Italia, con il Commissario all’emergenza Domenico Arcuri, vorrebbe presentare un esposto in Procura e avviare un processo formale contro le due multinazionali che si sono difese asserendo che la riduzione c’è stata per il numero di fiale e non per quello delle dosi che è rimasto identico. Un fraintendimento, secondo le due società. Anche la Polonia aveva espresso intenzioni simili e anche la Rep. Ceca ha fatto sapere di essere molto scontenta di come sta avvenendo la distribuzione dei prodotti dato che per le prossime due settimane si aspetta un ulteriore calo del 30% della merce (dopo il 15% dei giorni scorsi). A mettere benzina sul fuoco, però, è stato anche l’annuncio di AstraZeneca. L’azienda anglo-svedese ha dichiarato di non poter garantire la consegna e che ci potrà essere un taglio del 60% della distribuzione del vaccino (che sarà approvato a fine gennaio, pare). Il motivo addotto? Lo stesso di Pfizer. Un riadattamento delle linee produttive negli stabilimenti in Belgio (sì, sempre lì). Il risultato di tutto ciò sarà uno slittamento dei piani vaccinali europei. Per l’Italia si parla di un ritardo di quattro settimane le inoculazioni agli over-80 e di 6-8 per tutti gli altri cittadini.