Liberi professionisti, sempre più veterinari nel Mezzogiorno:+76% dal 2011 al 2019

I dati emergono dal V Rapporto sulle libere professioni in Italia di Confprofessioni. L'incremento al sud nell'ultimo decennio è stato esponenziale, di molto superiore rispetto a quello registrato al nord (35,3%) e del centro (50,2%)

leishmaniosi

Una crescita esponenziale dal 2011 al 2019 di liberi professionisti veterinari nel sud Italia. A dare qualche numero è il V Rapporto sulle libere professioni in Italia di Confprofessioni. Secondo l’analisi, le attività di questo tipo nel decennio sono aumentate del 35,3% al nord e del 50,2% al centro. Sul 2019, invece, l’incremento si atesta intorno al 7% di media (7,5% al nord, 7,2% al centro e 2,5%). Come si vede dalla tabella sottostante, l’incremento è sempre stato abbastanza costante al settentrione, seppur con qualche fluttuazione minima nelle regioni meridionali e centrali.

Liberi professioni per settore di attività economica nelle ripartizioni geografiche

L’età

Altro dato che interessa la categoria riguarda l’età. Nelle fasce 15-34 anni (giovani) e 55 anni (maturi). Il contributo dei giovani professionisti è maggiore nel settore dei servizi alle imprese (22%) e in quello delle attività scientifiche, che comprende i veterinari (20%). Di converso, si registra una quota molto bassa di giovani (12%) nel comparto “Commercio, finanza e immobiliare”, che – si ricorda – registra una crescita meno marcata rispetto agli altri comparti negli ultimi anni. La quota di professionisti con oltre 55 anni, che costituisce all’incirca il 29% del totale, nel 2019 risulta in crescita in tutte le aree professionali. Il contributo dei lavoratori più maturi appare tuttavia molto differenziato: essi costituiscono ad esempio solo il 21% nell’area “Veterinari e altre attività scientifiche”. Di converso il peso degli occupati con più di 55 anni appare molto elevato nell’area socio sanitaria (40%) e nelle professioni del commercio (35%).

Le prospettive contrattuali

All’interno del mondo veterinario, per quanto attiene alla libera professione, i neolaureati veterinari (che coprono il 65% dei professionisti veterinari in quanto a tipologia di titolo di studio) prediligono formule contrattuali a tutele crescenti (86,4% del campione decisamente propenso) che supera di gran lunga il tempo determinato (35,2%), lo stage (16,6%) e l’apprendistato (17%).

Quota di neolaureati disponibili alle diverse forme contrattuali di lavoro per gruppo professionale: “decisamente sì” (valori percentuali)

Le libere professioniste

L’ultimo dato da tenere in considerazione riguarda il numero di donne libere professioniste. Nel complesso, prendendo in esame tre anni 2011, 2015 e 2019, l’adesione a questa scelta di vita e professionale, è stata tutto sommato costante nel tempo. Nel 2011 le donne erano il 38% esattamente come nel 2019 e con un lieve aumento di un punto percentuale nel 2015. Dopo l’area legale (in cui si raggiunge una media del 46% circa) e quella sanitaria e di assistenza sociale (con picchi anche del 50%), il settore veterinario è quello più interessato dalla presenza di libere professioniste.

Quota di libere professioniste nei settori di attività economica