Progetti e nuovo mindset. L’anima digitale di Chiesi Italia a supporto dei pazienti

Una rassegna delle principali attività cui sta lavorando l’azienda emiliana. Dalla prima DTx per pazienti nel post infarto al serious game, cliccatissimo, per l’aerosol-terapia dei bambini. Interviene anche Alessandro Baricco sull’importanza della semplicità d’uso. Dal numero 185 del magazine. IN COLLABORAZIONE CON CHIESI ITALIA

Ad aprile sarà presentata Lifully, una app per diffondere stili di vita salutari, utile soprattutto per chi ha problemi respiratori. Poi ci sarà la prima terapia digitale di Chiesi Italia sviluppata in ambito cardiologico. Già sugli app store c’è, invece, Capitan Doctor, un gioco educativo, disponibile per tablet e smartphone, per intrattenere i più piccoli durante l’aerosolterapia migliorandone l’aderenza con una sezione tutorial per informare i genitori, ad esempio, sul corretto uso di farmaci e devices. Un “fermento” digitale che sta anche nei quattordici progetti quest’anno candidati da Chiesi Italia agli AboutPharma Digital Award e presentati (anche quelli) nel corso dell’annuale Digital Day, organizzato dalla società il 21 gennaio scorso in parziale modalità virtuale e con prestigiosi speaker.

A rendere possibile questo e molto altro è un modo di pensare e agire “digitale” dentro e fuori l’azienda, che “tende a migliorare i processi e l’organizzazione interna e in parallelo va incontro, con la massima facilità, ai bisogni espressi o non espressi dai pazienti, al loro benessere e alla sostenibilità degli interventi suggeriti, in linea con i principi fondanti di una B Corp certificata, qual è il Gruppo Chiesi dal 2019”. Con queste parole Raffaello Innocenti (in foto), amministratore delegato di Chiesi Italia, sottolinea l’entusiasmo con cui negli ultimi anni si è lavorato al cambio di mindset che ha coinvolto ogni persona in azienda. E il medesimo entusiasmo è stato condiviso nei saluti iniziali e nel corso dell’evento da Lucia Quagliano, HR Director; Gianluigi Pertusi, Business Unit Consumer Healthcare Director e Lorenza De Martinis, Regulatory Affairs Specialist Special Care di Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi.

I progetti

Più di tutto però parlano i fatti e i progetti stessi. Qualche dettaglio? Il progetto nella DTx – illustrato da Stefania Torti, Field & Marketing Manager Hospital Business e Laura Franzini, Direttore Medico di Chiesi Italia – nasce in ambito cardiovascolare e in particolare per accompagnare in modo digitale il paziente nella fase successiva alla dimissione. “Abbiamo farmaci fantastici che riducono la mortalità in acuto del 22%. E dopo? Sappiamo che un paziente su cinque è a rischio di nuovi episodi, rendendo indispensabile agire sui fattori che li determinano (es. alimentazione, fumo, sedentarietà etc.). Per tutti questi abbiamo realizzato un progetto cross funzionale, con collaborazioni e partnership esterne, finalizzato a essere sviluppato come terapia digitale, un software completo che si occupi della gestione a 360 gradi del paziente cardiopatico che marca nuovamente il profilo di Chiesi come azienda impegnata ogni giorno accanto a medici, pazienti e istituzioni per andare incontro a bisogni di salute non soddisfatti”.

Andrea Bizzi, Global Marketing Head del Gruppo Chiesi, ha riferito sugli avanzamenti del progetto Fireball iniziato nel 2019 coinvolgendo 190 persone tra Headquarters e filiali. Questo mira a conoscere meglio le esigenze delle persone e dare una risposta in linea con i valori che da sempre guidano l’azienda. Tra le tredici iniziative ideate rispetto ai tre obbiettivi principali spicca Lifully, una app che assegna esercizi respiratori specifici. Buoni i riscontri nelle prime survey fatte sui canali social, buona parte degli utenti intervistati ha espresso il suo interesse per le funzionalità e di conseguenza la volontà di utilizzarla quando sarà disponibile. “La lanceremo entro aprile 2021 – spiega Matteo Rumi, Marketing Manager Primary Care Chiesi Italia – e a fine anno la integreremo con maggiori funzionalità”.

Un record di download

Notevoli le metriche di Capitan Doctor, un progetto di edutainment respiratorio pensato per piccoli pazienti, molto veicolato sui social e promosso nelle farmacie italiane. “Un successo – ha spiegato Giulia Ardenti Morini, Senior Brand Manager – Business Unit Consumer Healthcare di Chiesi Italia – andato incredibilmente al di là delle nostre più rosee aspettative raggiungendo ottimi risultati non solo nella numerica dei download ma, cosa più importante, nell’utilizzo dei contenuti a dimostrazione dell’efficacia dell’iniziativa.

Focus sulle DTx

Il dibattito sulla salute digitale e più ancora su quello che è possibile fare con le terapie digitali (DTx) ha dominato la prima parte del Digital Day 2021. Intervistato da Gianluigi Pertusi ne ha parlato Roberto Ascione, Ceo & Founder di Healthware Group. “La gestione della salute – ha detto Ascione – subirà una trasformazione digitale radicale, un po’ come è successo nell’ambito dell’entertainment e del banking. Si passerà da un modello che cura le acuzie, che si basa su anamnesi e osservazioni, a un modello predittivo, in cui si deve intervenire prima che insorga o peggiori una patologia”. Un’azienda farmaceutica, quindi, dovrà essere pronta a lavorare secondo questo nuovo paradigma, ricorrendo anche alle terapie digitali. Secondo le previsioni di Ascione, entro due anni anche il Ssn italiano potrebbe autorizzare e rimborsare la prima Dtx, sulla scia di un’altra app, approvata dalla FDA a giugno 2020 per il trattamento di bambini con disturbo da deficit di attenzione/iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder-ADHD). II software/principio attivo dell’app americana stimola la neuroplasticità di una certa area del cervello e nello studio pivotale si è mostrato più efficace e senza effetti collaterali rispetto alla terapia di elezione basata sul farmaco.

La crescita del settore

Venendo agli aspetti più finanziari, il valore di tutta la digital health, anche grazie all’accelerazione data dalla pandemia da Covid-19, sempre secondo Ascione entro il 2030 potrebbe crescere a tassi del 20% annuo e le digital therapeutics, già nel 2025, potrebbero valere circa 7 miliardi di dollari. O addirittura triplicare per effetto della pandemia. Una parte d’Italia s’è mossa da tempo. L’esempio lo ha portato Diego Conforti, direttore dell’Ufficio Innovazione e ricerca del Dipartimento Salute e politiche sociali della Provincia Autonoma di Trento. La sua amministrazione già dal 2007 si è dotata di fascicolo sanitario elettronico e, quando è scoppiata la pandemia, aveva già implementato un sistema efficace di tele-monitoraggio. La piattaforma che gestisce la salute digitale si chiama Trentino Salute 4.0 e grazie a una app (TreC) fornisce prestazioni di telemedicina. L’app è prescrivibile, come qualsiasi medicina o esame diagnostico. Il medico personalizza il monitoraggio secondo le esigenze del paziente e, nel momento in cui il cittadino la scarica, trova la app già configurata.

Leggerezza e semplicità del digital

Già, la semplicità. A ben vedere, insieme alla leggerezza dei codici numerici, è proprio una delle principali caratteristiche della rivoluzione digitale sin dai suoi albori. “Se una soluzione è pensata per la gente allora deve risolvere tutta la complessità che contiene e restituirla in forme quasi infantili come le icone, le finestre, i cestini etc”. Mantenendo e amplificando la sostanza, però. Questo dice nel suo intervento conclusivo Alessandro Baricco, intervistato da Lucia Quagliano, in un brillante riassunto dei molteplici effetti scaturiti dal crollo del mondo analogico e dalla mutazione in mondo digitale. Intervenuto al Digital Day di Chiesi Italia, lo scrittore torinese ha condiviso alcune delle riflessioni contenute nel suo saggio The Game (Einaudi, 2018) partendo proprio dal desiderio dei padri fondatori della digitalizzazione di essere uomini diversi e artefici di un mondo nuovo, leggero e immateriale. Un mondo in cui anche le life sciences sono appena agli inizi.

medtronic In collaborazione con Chiesi Italia