Farmaci di automedicazione: nel 2020 consumi in calo dell’8,8%

Mascherine e distanziamento sociale bloccano la diffusione anche dei virus stagionali. Il giro d’affari (2,3 miliardi di euro) scende del 6,6% rispetto al 2019. L’analisi di Assosalute

farmaci di automedicazione

Il distanziamento sociale tiene lontani gli italiani anche dai virus stagionali. A risentirne è il mercato dei farmaci di automedicazione: nel 2020 i consumi sono scesi dell’8,8% rispetto all’anno precedente. “La peggiore flessione delle vendite degli ultimi 15 anni”, spiega Assosalute, l’associazione delle imprese del settore che ha analizzato i dati Iqvia.

I dati sui farmaci di automedicazione

In termini assoluti, le confezioni vendute nel 2020 ammontano a 245 milioni. Il fatturato vale poco più di 2,3 miliardi di euro ed è sceso del 6,6% rispetto al 2021. “La ragione della contrazione di mercato nel 2020 – commenta Assosalute in una nota – è da ricercarsi proprio negli effetti della pandemia Covid-19. Dopo consumi in rialzo nel primo trimestre (+5,5%), con una significativa impennata a marzo (+11,5%) che si spiega con il timore di carenza di farmaci e un più generale fenomeno di accaparramento, i volumi hanno subito, nel resto dell’anno, una pesante flessione”.

Una forte contrazione (-25,5%) è stata registrata in particolare a dicembre, dovuta soprattutto ai medicinali per la cura delle affezioni dell’apparato respiratorio, – la prima classe terapeutica del mercato dei farmaci senza obbligo di ricetta, il cui consumo è crollato quasi del 50% rispetto a dicembre 2019.

Sparisce l’influenza?

La spiegazione, per Assosalute, è semplice: “L’utilizzo delle mascherine, il distanziamento sociale e l’igiene delle mani insieme alle misure di contenimento del contagio con forme differenziali di lockdown e una più generale modifica delle abitudini di vita hanno ridotto significativamente la circolazione dei virus influenzali e parainfluenzali”. Secondo l’Istituto superiore di sanità l’incidenza dell’influenza e delle sindromi simil influenzali è stata inferiore rispetto all’anno precedente. Come confermano anche i dati di inizio 2021, secondo i quali l’incidenza dell’influenza è pari a 1,5 casi per mille assistiti, al di sotto della cosiddetta “soglia basale” (3,16 casi per mille).

Otc e Sop

I farmaci di automedicazione, non sottoposti a obbligo di ricetta, si dividono in due categorie, Otc (over the counter) e Sop (behind the counter). I primi rappresentano circa il 75% del totale, per un giro d’affari di oltre 1,7 miliardi di euro e 186 milioni di confezioni vendute.

Entrambe le specialità medicinali chiudono il 2020 con una flessione sia dei volumi (-9,2 % per gli Otc e -7,5% per i Sop) sia dei fatturati (-6,8% e -5,8% rispettivamente).

Gli altri prodotti

La contrazione dei consumi di farmaci senza obbligo di ricetta, soprattutto nel lungo periodo, evidenzia – secondo Assosalute –  anche gli effetti della concorrenza dei prodotti notificati a connotazione farmaceutica, prima fra tutti gli integratori alimentari, spesso confusi con i farmaci da banco.

Il settore registra comunque una tenuta complessiva delle vendite con un -0,3% sul lato dei consumi (per oltre 292 milioni di confezioni) e +0,5% su quello della spesa (per un giro d’affari complessivo di oltre 4,3 miliardi di euro).

Boom dell’e-commerce

Per quanto riguarda i canali di vendita, si conferma il dominio delle farmacie. Queste detengono una quota di mercato superiore al 90% a volumi e pari a quasi il 92% a valori. La “notizia”, però, è il boom dell’e-commerce: “La pandemia – sottolinea Assosalute –  ha dato impulso alla crescita delle catene reali e virtuali di farmacie/parafarmacie e all’incremento delle vendite on line anche di medicinali senza obbligo di prescrizione. Sebbene, con riferimento al solo mercato dei farmaci senza ricetta, il fenomeno registri numeri non paragonabili a quello di altri mercati della salute, con una quota ancora esigua del fatturato del comparto (circa l’1,8%), si evidenzia come l’acquisto via internet di farmaci non prescription nel 2020 mostri una crescita significativa e pari al +136% a volumi e al +145% a valori per un giro d’affari di circa 41,5 milioni di euro”.

Riflessioni sul comparto

“I dati 2020 – commenta il presidente di Assosalute, Maurizio Chirieleison mostrano come gli italiani facciano un utilizzo corretto e responsabile dei farmaci di automedicazione. Proprio perché i medicinali col bollino contribuiscono alla salute delle persone e alla loro crescente autonomia in tema di cura, voglio ribadire, ancora di più alla luce delle criticità emerse nel drammatico momento che stiamo vivendo, quanto il nostro comparto, contribuendo al miglioramento dell’offerta terapeutica a disposizione dei cittadini, possa supportare la ridefinizione della governance del sistema salute, a partire dall’assistenza territoriale e dal sostegno ai medici di famiglia e ai farmacisti. Anche per questo un allineamento del mercato dell’automedicazione italiano a quello europeo – conclude Chirieleison – permetterebbe di liberare risorse pubbliche a vantaggio della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.

Secondo Assosalute, sebbene le aziende del comparto non abbiano rinunciato al lancio di prodotti e confezioni, gli effetti positivi sui fatturati derivanti da uno spostamento del mix di consumo verso medicinali nuovi non è riuscito a compensare la contrazione dei consumi, condizionati dagli effetti della pandemia in atto. Inoltre, il settore risente sul lungo periodo degli effetti della concorrenza dei prodotti notificati e soffre strutturalmente sia della diversa propensione alla spesa out of pocket tra il Nord e il Sud del Paese, sia della mancanza dell’allargamento dell’offerta a nuove aree terapeutiche e a principi attivi, in linea con quanto avviene in altri Paesi europei.