La Commissione Ue pubblica il contratto firmato con Sanofi/Gsk

Dopo CureVac e AstraZeneca, l'esecutivo comunitario rende pubblico anche il documento firmato a settembre con Sanofi/Gsk. La Commissione sta lavorando affinché tutte le società contraenti accettino di pubblicare i termini degli accordi

Covid-19 vaccino

Terzo contratto reso noto dalla Commissione Ue. Dopo quello di CureVac e AstraZeneca, Bruxelles ha deciso di mettere sul suo sito anche il documento che lo lega con vincolo commerciale alle due multinazionali Sanofi e Gsk dal 18 settembre 2020. Al momento il prodotto delle due aziende, il vaccino con adiuvante contro Covid-19 ha subito ritardi nella sperimentazione, quindi a differenza degli altri potrebbe ricevere un’autorizzazione non prima della fine dell’anno (si è parlato anche di inizio 2022). L’esecutivo europeo ha dichiarato di stare collaborando con tutte le imprese per convincerle a fornire il consenso alla pubblicazione dei contratti.

I punti salienti

Come per i contratti già pubblicati, anche quello di Sanofi/Gsk presenta spunti di riflessione interessanti in linea con quanto già apparso sui documenti di CureVac e AstraZeneca. Si parte dal fatto che tutte le informazioni legate al prezzo sono state oscurate, così come per le tempistiche di spedizione e consegna dei prodotti. La proprietà del vaccino è totalmente in mano alle due società tanto che anche una possibile donazione a terze parti deve essere acconsentita dalle due società: “la Commissione o gli Stati membri possono donare o redistribuire le dosi tra gli Stati membri o ad altri Paesi o realtà internazionali che hanno concluso un accordo con Sanofi e Gsk. Questa redistribuzione tra i Paesi che fanno parte dell’Spazio economico europeo sarà consentita solo se questi Paesi rispetteranno i vincoli di questo contratto” è scritto. E continua: “La redistribuzione o la donazione ad altri Paesi o realtà internazionali sono soggette a una prima notificazione e approvazione di Sanofi e Gsk”.

Le responsabilità

Come già visto altrove, le società si sono assicurate protezione totale contro eventuale incidenti dovuti all’utilizzo dei vaccini. La responsabilità, anche in questo caso, è tutta sulle spalle del pubblico. “Ogni Stato membro, direttamente o indirettamente, indennizzerano e lasceranno totalmente sollevati da responsabilità Sanofi Pasteur e Gsk e i loro rispettivi affiliati”. Il contratto specifica, tuttavia, che ci sono delle circostanze in cui l’Ue non è tenuta a sollevare le aziende da ogni responsabilità, ma sono state oscurate.

Causa di forza maggiore

Se con CureVac e soprattutto AstraZeneca ha tenuto banco la formula “il maggior ragionevole sforzo”, qui la chiave di lettura è diversa. Sanofi e Gsk hanno prediletto “cause di forza maggiore (force majeure). “Una parte non è responsabile per il ritardo o l’impossibilità di assolvere al suo incarico o ai suoi obblighi se questi ritardi o impossibilità sono dovute a cause di forza maggiore. Se i contractor (Sanofi e Gsk) sono impossibilitati a rispettare gli obblighi contrattuali per cause di forza maggiore, hanno il diritto di essere ricompensati per i servizi che sono stati già portati a termine”.