Antibiotico-resistenza, un supporto per combatterla può arrivare dalle medicine complementari

Esiste una connessione tra l’impiego di Cam e la diminuzione di uso di antibiotici, con effetti positivi nell’ambito delle strategie di contrasto al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. IN COLLABORAZIONE CON BOIRON ITALIA

Antibiotico-resistenza

Le Medicine complementari (e in particolare l’omeopatia) possono essere di supporto alla riduzione dell’uso della terapia antibiotica? La risposta è sì. Esiste infatti una connessione tra l’impiego di Cam e la diminuzione di uso di antibiotici, con effetti positivi nell’ambito delle strategie di contrasto al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. A testimoniarlo sono numerosi studi effettuati in questo settore. Li ha descritti Francesco Macrì, vicepresidente di Siomi (Società italiana di omeopatia e medicina integrata) in un articolo sul portare Unasalute.it, di cui riportiamo qui i passaggi centrali.

Antibiotico-resistenza, i numeri

Il problema dell’antibiotico-resistenza (AR), da diverso tempo all’attenzione della classe medica e delle Istituzioni Sanitarie a livello internazionale, ha assunto negli ultimi anni particolare rilevanza: il sistema di sorveglianza Global antimicrobial surveillance system (Glass) allertato dall’Organizzazione mondiale della sanità nell’ottobre 2015, segnala un’emergenza crescente di batteri che non rispondono agli antimicrobici utilizzati per debellarli.

I dati sono preoccupanti soprattutto perché i patogeni non rispettano i confini nazionali, come ha dichiarato Marc Sprenger, direttore del Segretariato della resistenza antimicrobica dell’Oms, e i batteri resistenti più comunemente riportati sono Escherichia coli, Klebsiella Pneumoniae, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae. Dei 52 Paesi iscritti al Glass, soltanto 40 hanno fornito informazioni sui loro sistemi di sorveglianza nazionali e soltanto 22 hanno anche fornito dati sui livelli di resistenza.

In Italia, l’antibiotico-resistenza si mantiene tra le più elevate in Europa, fatto legato presumibilmente all’eccessivo uso di antibioticoterapia. Secondo il rapporto Osmed “L’uso degli antibiotici in Italia 2019”, presentato lo scorso dicembre, nel nostro Paese l’uso inappropriato di antibiotici supera ancora il 25% per malattie comuni come influenza, raffreddore, tonsillite e cistite non complicata.

Antibiotico-resistenza, quale ruolo per le medicine complementari

Negli ultimi anni si è andato affermando il modello della medicina integrata che prevede un affiancamento tra medicina convenzionale e Medicine complementari (Cam), secondo varie articolazioni di integrazione, a volte anche con il solo scopo di ridurre gli effetti collaterali o indesiderati che la medicina convenzionale può comportare.

Alcune esperienze hanno messo in evidenza che l’uso delle Cam nell’ambito di setting terapeutici improntati al modello della medicina integrata è in grado di consentire un risparmio in generale della spesa sanitaria. I primi dati in tal senso furono quelli ottenuti da Smallwod nel Regno Unito e pubblicati su BMJ nel 2005. Successivamente ci sono state conferme da parte di altri gruppi, anche Italiani, come nella ASL di Lucca. Estrapolando questi dati, in una simulazione di intervento con terapie complementari su pazienti affetti da Bpco (Broncopneumatia cronica ostruttiva) in una regione italiana (Lazio a campione) si otterrebbe un risparmio di spesa di oltre 100 milioni di euro per anno.

Ridurre la prescrizione di farmaci

Tra i fattori in grado di procurare tale risultato anche la riduzione della prescrizione di farmaci. È importante ricordare a tale proposito come in campo medico negli ultimi anni si sta affermando il concetto della medicina personalizzata, addirittura, nella declinazione più pertinente, della medicina centrata sulla persona. Questo concetto non è realmente innovativo poiché da sempre è alla base dell’impostazione della terapia omeopatica che lo applica nel modo più esaustivo nella ricerca del simile: curare il malato con quella malattia.

I casi più rilevanti

Nel repertorio di James Tayler Kent, ad esempio, per la tosse scatenata dalla collera, troviamo ben 16 diversi rimedi omeopatici con un’ampia possibilità, quindi, di trovare il rimedio efficace per il paziente con una migliore risposta terapeutica. Nel caso specifico, nella terapia della tosse o dei sintomi respiratori in senso lato, potremmo anche prevedere un minor ricorso all’uso di antibiotici, senza aumento di incidenza delle complicanze delle infezioni, come evidenziato nei lavori di Trichard e Haidvogl.

Un lavoro eccellente è quello pubblicato da Grimaldi-Bensouda e coll, nel 2014, condotto su 518 pazienti (28.1% di essi bambini di età inferiore a 6 anni) con infezioni delle vie respiratorie con un follow-up di 12 mesi, dimostrando che il gruppo di pazienti curati dal medico omeopata assume in modo significativo, meno antibiotici e antinfiammatori rispetto al gruppo di pazienti curato dal medico convenzionale con un OR di 0.43.

Sempre nel 2014 il lavoro di Hamre e coll. su 529 pazienti di età inferiore a 18 anni con diagnosi di infezione delle alte vie aeree o di otite, suddivisi in 2 gruppi trattati con terapia convenzionale o con medicina antroposofica: un follow-up di 28 giorni ha mostrato un uso di antibiotici nel 5.5% dei pazienti trattati con antroposofia contro il 25.6% dei pazienti trattati con terapia convenzionale con un p di 0.001.

Nello stesso anno lo studio di Taylor e Jacobs in 206 pazienti pediatrici di età 6 mesi-11 anni, affetti da otite acuta, randomizzati in 2 gruppi di 104 e 102, trattati rispettivamente con una preparazione di gocce auricolari a base di rimedi omeopatici o con terapia convenzionale con un follow-up di 15 giorni. Gli antibiotici sono usati nel 26.9% dei pazienti del primo gruppo e nel 41.2% dei pazienti del secondo gruppo, con un p di 0.03.

La strategia del Regno Unito

Nel Regno Unito il 74% degli antibiotici è prescritto dai General practictioner (Gp) e negli ultimi anni il National institute for health and care excellence (Nice), allo scopo di contrastare il fenomenpo dell’Ar, ha raccomandato di prescrivere antibiotici evitandone l’abuso nel caso di affezioni acute come le faringotonsilliti, le otiti, le bronchiti, le sindromi influenzali. È da ricordare che la Camera dei Lord nel 2000 ha indicato le 5 principali terapie complementari, omeopatia, fitoterapia, agopuntura, osteopatia, chiropratica ed esse vengono praticate in alcuni ambulatori di medicina generale da general practictioner esperti in setting di Medicina integrata(Mi).

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