Hack for Med, a Mirandola si premia la stampa 3D

Vince Printmed 3D che propone la possibilità di avere direttamente in ospedale protesi craniche, maxillofacciali e ortopediche

La terza tappa del tour di Hack for Med, il laboratorio di idee voluto da Medtronic in collaborazione con Fondazione Maverx per progetti innovativi, che si è svolto (seppur online) a Mirandola (MO) ha premiato un progetto di stampa 3D, Printmed 3D. L’idea alla base è quella di assicurare una capacità produttiva direttamente in ospedale di protesi attraverso l’utilizzo della stampante 3D con l’obiettivo di accelerare tutti i processi che vanno dall’azienda al paziente.

PrintMed

Alla finale del 19 febbraio sono arrivate 4 startup (sarebbero dovute essere cinque, ma una si è ritirata) ed erano, oltre a Printmed 3D, Regenfast (con progetto su materiali innovativi e biocompatibili per la rigenerazione ossea), Umbioprint (anch’essa proiettata verso la stampa 3D) e Far Uvc Light (che ha proposto luci artificiali battericide). La startup vincitrice propone attraverso questa tecnologia la produzione di protesi craniche, maxillofacciali e ortopediche. L’idea alla base, almeno per quanto riguarda le protesi craniche è quella di superare la produzione customizzata che era già iniziata nel 1999 e che aveva superato a sua volta la realizzazione manuale. Il processo parte dall’acquisizione di un’immagine Ct e poi individuare i contorni dell’osso da riparare. Dopo la modellazione telematica si inviano i dati da remoto alla stampante che è già presente in ospedale e che può riprodurre sul momento lo stampo sulla base delle necessità cogenti. Ciò che ha convinto i giudici (Laura Aldrovandi, responsabile progetti strategici, Tmp Tecnologo Mario Veronesi di Mirandola, Paolo Giolito, senior Wealth manager, Ca Indosuez e Riccardo Polzoni, senior director Emea – Renal care solutions, Medtronic) è stato verosimilmente l’impatto che una tecnologia di questo tipo può avere su tutto il processo. E parliamo dei tempi di intervento estremamente ridotti e l’azzeramento del trasporto del materiale e dei prodotti in ospedale. Chiaramente c’è anche una riduzione sostanziosa dei costi. Il contesto di mercato in cui questo progetto andrebbe a concretizzarsi vede duemila operazione di cranioplastica in Italia, 20 mila in Europa e 280 mila nel mondo per un totale di spesa, rispettivamente, di 9 milioni di dollari, 90 milioni di dollari e 1,4 miliardi di dollari.

L’hackathon

Mirandola è stata la terza tappa di un viaggio che prevede 4 step totali. Il primo è stato a Lecce nel mese di ottobre 2020 avente per tema progetti su Sensing & monitoring. Il secondo è stato a Napoli due mesi dopo con la presentazione di idee in ambito connected & digital health. Dopo Mirandola e il focus sui dispositivi medici e nuovi materiali (tra l’altro proprio su questo tema il magazine mensile proporrà un ampio servizio) sarà la volta di Milano, a maggio, atto finale di questo lungo percorso in cui saranno invitate le startup vincitrici e sarà fatto un resoconto dell’esperienza iniziata in Salento.