Vaccini Covid-19, se AstraZeneca pensa di condividere le licenze di produzione

Non è una vera e propria liberalizzazione dei brevetti, ma una ricerca di partnership mirate per aumentare la produttività. Permane la difficoltà del trasferimento tecnologico

Vaccino covid-19 Astrazeneca

AstraZeneca potrebbe condividere le licenze di produzione per il vaccino Covid. A lanciare la suggestione è stato Lorenzo Wittum, amministratore delegato della filiale italiana del colosso anglo-svedese, a Sky Tg24 il 1 marzo. La dichiarazione arriva a pochi giorni dal secco “no” di Pascal Soriot, amministratore delegato dell’azienda davanti alla Commissione per l’ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare (Envi) e la Commissione dell’industria, ricerca ed energia (Itre) del Parlamento europeo il 25 febbraio 2021.

Difficoltà nel trasferimento tecnologico

Wittum al programma “Buongiorno” dell’emittente Sky ha detto che già si stanno impegnando in questo senso e che c’è necessità di trovare un partner che possa supportare il trasferimento tecnologico, fattore non scontato. Gli ultimi mesi spesi a cercare un’alleanza in questo senso hanno portato a un accordo con una società tedesca per la produzione della sostanza attiva e ampliare così la catena produttiva in tutto il mondo. Wittum ha precisato che ci sono 20 stabilimenti in 15 Paesi differenti e che ogni singola dose prodotta è immediatamente immessa sul mercato senza immagazzinamento.

Un cambio di rotta?

L’apertura di Wittum contrasta, almeno in parte, con le dichiarazioni rilasciate da Soriot il 25 febbraio davanti al Parlamento europeo. Certo non si parla di liberare il brevetto tout cour, tuttavia è altamente probabile che AstraZeneca voglia tentare la strada del trasferimento tecnologico con partner precisi, nonostante i timori del Ceo global. “Va compreso – aveva detto davanti alle commissioni Envi e Itre – che produrre un sito ex novo significa formare le persone e ci deve essere un trasferimento tecnologico e di competenze immane. Non è così facile e ci vuole tempo. Avere accesso a un brevetto non serve se non si sa come produrre il vaccino. Abbiamo già operato per formare diverse persone nei vari siti produttivi, ma siamo al limite della nostra capacità”.