Aderenza terapeutica nelle malattie croniche, un approccio strategico per la salute del paziente

Viviana Ruggieri, External Relations, Market Access & Regulatory Director Gruppo Servier in Italia, spiega come la continuità nell’assunzione delle terapie da parte del paziente cronico rappresenti l’elemento fondamentale per una gestione efficace delle malattie grazie a nuove soluzioni terapeutiche. Dal numero 186 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON SERVIER

La mancata aderenza alle terapie grava sulla salute dei pazienti, sul Servizio Sanitario Nazionale e sulla società. Un tema sempre attuale, spesso sottovalutato dalle persone che per una serie di motivi riducono, sbagliano o abbandonano l’assunzione dei farmaci loro prescritti. Il rischio di compromettere il ciclo terapeutico è dietro l’angolo e questo vale soprattutto nell’ambito cardiovascolare. Il Gruppo Servier in Italia si è fatto carico di trovare soluzioni al problema e Viviana Ruggieri, External Relations, Market Access & Regulatory Director, racconta ad AboutPharma and Medical Devices quali sono le strategie messe in atto dall’azienda.

La mancata aderenza alla terapia può comportare non soltanto un incremento del rischio di complicanze per il paziente ma a cascata ha e etti su tutto il sistema. Quali i dati a cui vi riferite, soprattutto nel cardiovascolare?

Qualche anno fa, a fronte di una mole incredibile di dati provenienti dai trial clinici condotti sui nostri farmaci, abbiamo notato una forte discrepanza nel tasso di aderenza alle terapie rispetto alla ‘real life’: negli studi l’aderenza superava l’80%, valore di best practice a livello internazionale, mentre nella pratica clinica l’aderenza era e continua ad essere al di sotto del 50%. Tale dato poteva impattare molto sugli esiti attesi in termini di riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori e di mortalità.

Una netta differenza…

Assolutamente. Un paziente non aderente significa perdita di efficacia terapeutica ma anche spreco di risorse economiche per il Ssn. Se l’assunzione di farmaci viene interrotta senza un motivo clinico, l’investimento fatto no a quel momento va perso. Questo è il tema dei temi e vale soprattutto per le patologie croniche, sempre più di use e in prospettiva un vero macigno per la società.

Che soluzioni quindi?

Il Gruppo Servier in Italia ha sviluppato negli anni una serie di progetti e percorsi di sensibilizzazione sul tema dell’aderenza terapeutica rivolti ai diversi attori del sistema – pazienti, clinici, farmacisti e Istituzioni – per creare sinergie e coinvolgerli nella riflessione su questa annosa questione, che deve essere affrontata in modo organico da più fronti. Per i medici, ad esempio, abbiamo strutturato una comunicazione scientifica ad hoc aiutandoli in primis a identificare i pazienti non aderenti e poi la migliore strategia terapeutica personalizzata per loro. Mettiamo a disposizione di pazienti e medici il sito e la pagina Facebook ‘Al cuore dell’aderenza’ con una serie di informazioni e consigli utili nella gestione quotidiana di una terapia cronica e arricchita nel 2020 dalla web serie ‘Impazienti Cronici’ (www.alcuoredelladerenza.it).

Una collaborazione con il Consorzio Crea Sanità e la Federazione Italia-na dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) ha portato alla pubblicazione di un report in cui il maggior interlocutore dei pazienti cronici ha potuto esprimere il suo punto di vista su questa problematica. E poi, tanti altri progetti che hanno coinvolto anche i farmacisti ospedalieri e territoriali, questi ultimi sempre più chiamati ad essere parte attiva nel monitoraggio dell’aderenza attraverso la ‘Farmacia dei Servizi’.

L’aderenza alla terapia dipende anche dalla tipologia di farmaco che si assume? Voi come vi state muovendo?

Abbiamo in primis sviluppato medicinali a base di principi attivi in combinazione fissa (Fixed dose combination) e polypill, soluzioni terapeutiche innovative che associano diversi principi attivi, conosciuti da tempo e parte fondante dell’armamentario terapeutico del medico, per controllare nel caso delle FDC un fattore di rischio cardiovascolare o più, come nel caso delle polypill.

Il paziente cronico, infatti, si lamenta spesso dell’assunzione di troppi farmaci contemporaneamente e la semplificazione della somministrazione è un elemento che anche le linee guida internazionali caldeggiano for- temente. In questo modo, il clinico ha da un lato la garanzia che il paziente assuma il medicinale in maniera corretta e costante nel tempo e dall’altro che il paziente riesca a gestire al meglio il proprio piano terapeutico giornaliero.

Al momento nel servizio sull’aderenza che o riamo alla classe medica ci sono terapie di combinazioni di due e tre farmaci, ma stiamo studiando nuove soluzioni che prevedano quattro mole- cole, indicate per i pazienti cronici più complessi. La pandemia ci ha mostrato quanto sia importante investire e potenziare la presa in carico dei pazienti cronici, anche e soprattutto in termini di aderenza alle terapie. L’aderenza però non è ancora riconosciuta in maniera omogenea come un parametro da monitorare, nonostante le previsioni del Piano della Cronicità. Per questo sarebbe utile integrare nel nuovo sistema di valutazione dei LEA un indicatore che misuri la performance di questo parametro a livello regionale.

Ma il vostro impegno riguarda anche l’oncologia?

La ricerca oncologica è una priorità di Servier: per soddisfare i bisogni in crescita dei pazienti in particolare nelle fasi avanzate dei tumori gastrointestinali, stiamo espandendo il nostro portfolio di trattamenti oncologici, che ad oggi includono cinque farmaci per il trattamento del tumore del colon-retto, dello stomaco e del pancreas oltre che per la leucemia e linfoma. È recentissima l’acquisizione della divisione oncologica di Agios Pharmaceuticals che amplierà il nostro portafoglio con una serie di target therapy per tumori solidi ed ematologici. Un altro importante passo per diventare un’azienda di riferimento in oncologia e per mettere a disposizione dei pazienti trattamenti e caci e innovativi.

Numerose sono le iniziative promosse insieme a Associazioni Pazienti e Società Scientifiche in ambito oncologico. Con Fondazione Aiom abbiamo collaborato sul tema della qualità di vita dei pazienti con tumore al colon-retto metastatico, e in particolare l’importanza dell’aderenza anche in questi pazienti che può essere resa più semplice con l’utilizzo delle terapie orali.

Inoltre, durante la prima fase della pandemia, abbiamo sostenuto #TumoriGIFacciamoci- Sentire, un progetto promosso dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia con il patrocinio di AIOM, finalizzata a sensibilizzare le Istituzioni sull’importanza di una presa in carico equa e di qualità dei pazienti con tumori gastrointestinali in ogni fase della malattia.

Nell’ambito di questo progetto è stata messa a punto la prima Carta dei Diritti dei pazienti oncologici gastro-intestinali: un progetto davvero lodevole che siamo onorati di aver sostenuto perché ha acceso i riflettori sulle esigenze di un setting di pazienti oncologi particolarmente fragili in un periodo in cui, a causa dell’emergenza sanitaria, si sono allentate le attenzioni sulle loro condizioni.

La società

Servier è una società farmaceutica internazionale indipendente, governata da una fondazione non-pro t, con sede in Francia (Suresnes). Presente in 150 paesi e con un fatturato di 4,7 mld nel 2020, impiega circa 22.500 persone in tutto il mondo. Interamente indipendente, il Gruppo reinveste in media il 20% del suo fatturato (esclusi i generici) ogni anno in ricerca e sviluppo e utilizza tutti i suoi pro tti per lo sviluppo. La crescita aziendale è guidata dalla costante ricerca di innovazione in cinque aree di eccellenza: malattie cardio-vascolari, diabete, oncologia, malattie immuno-in ammatorie e neuropsichiatria. In Italia il Gruppo è presente dal 1972. Ha sede a Roma e impiega oltre 400 persone, tra dipendenti di sede e di territorio.

medtronic In collaborazione con Servier