Asl e ospedali: il 18% dei direttori generali è donna

Nel resto della PA la presenza femminile ai vertici si ferma al 14,4 per cento. Nel Ssn nomine in rosa anche per il 35% dei direttori amministrativi e il 32% di quelli sanitari. Il monitoraggio della Fiaso

asl e ospedali

Nelle aziende sanitarie e negli ospedali italiani solo 18,2 % dei direttori generali è un donna, ma il numero è in crescita e va meglio del resto della Pubblica amministrazione, dove il 14,4% delle posizioni apicali è occupato da donne. A sottolinearlo, in occasione dell’8 marzo, è la Fiaso (Federazione aziende sanitarie e ospedaliere), che una realizzato un monitoraggio ad hoc. Di recente, la Fiaso ha anche istituito al suo interno un gruppo di lavoro dedicato alle pari opportunità all’interno del Ssn.

Il paragone con il privato

Nel 2008 i dg donna nel Ssn erano solo l’8,5 per cento. La soglia del 18% è stata raggiunta per la prima volta nel 2006. “Percentuali in linea con quelle del mondo delle imprese private, che in Italia vedono la posizione di Ceo occupata da una donna nel 18% dei casi (Grant Thornton, Women in Business 2021), percentuale che sale al 22% se si considerano anche altre posizioni al vertice dei consigli di amministrazione (European Women on Boards, Gender Diversity Index 2020)”.

Fra gli iscritti all’Albo degli idonei all’incarico di dg, il 26,28% è donna. Un’opportunità per incrementare la presenza femminile ai vertici delle aziende sanitarie pubbliche.

Gli altri ruoli

I numeri sono più robusti se si prendono in considerazione altri ruoli di vertice. sono donne anche il 35,1% dei direttori amministrativi e il 32,2% di quelli sanitari, mentre è quasi paritaria la presenza nel ruolo di Direzione socio-sanitaria, assegnato a donne nel 47,6% dei casi. Nelle Direzioni strategiche, nel complesso, la presenza di manager donne si attesta intorno al 30%

Nelle Regioni

A livello regionale la presenza femminile nel top management aziendale varia in relazione al ruolo. Dall’analisi condotta da Fiaso, attraverso l’elaborazione di dati del Mef (sino al 2017) e della propria banca dati (per gli anni successivi, sino al 2021), emerge che nel ruolo di dg la presenza femminile è percentualmente più marcata nelle Marche (50%), nel Lazio (47,3%), in Calabria (44,4%) e in Toscana (37,5%).  In termini assoluti, in cima alla classifica troviamo invece il Lazio (con 9 donne dg su 19), la Lombardia (6 su 40), l’Emilia-Romagna (5 su 14) e la Calabria (4 su 9)

Quanto al ruolo di direttore amministrativo, in termini percentuali in testa c’è la Sardegna con il 66,7%, seguita da Piemonte e Liguria (entrambe con il 55,6%). Con oltra la metà di donne troviamo poi il Lazio con il 52,6% di presenze femminili. In termini assoluti primeggiano invece Lazio, Lombardia e Piemonte con 10 donne ciascuna.

Tra i direttori sanitari la Toscana detiene il primato in percentuale (57,1%), seguita da Emilia-Romagna (50%), Lazio (47,4%) e Campania (47,0%). Il Molise registra il 100%, ma si tratta di una regione ad azienda unica. In termini assoluti al primo posto si colloca la Lombardia (11 su 40) seguita da Lazio (9 su 19) e Campania (8 su 17).