Terapie integrate, l’importanza della prescrizione in età adolescenziale

L’Italia è tra i Paesi europei in cui è più frequente il ricorso alle medicine complementari. Adelia Lucattini della Società psicoanalitica italiana ha condotto studi approfonditi su tali discipline, adottando un approccio ormai consolidato. IN COLLABORAZIONE CON BOIRON ITALIA

Medicine complementari

L’Italia è tra i Paesi europei in cui è più frequente il ricorso alle medicine complementari. A testimoniarlo sono i risultati di una recente indagine condotta da Eurispes. I dati raccolti registrano un trend di crescita nel ricorso a questa tipologia di pratiche mediche con l’omeopatia, in particolare, che risulta essere la cura più diffusa (76,1%), seguita da fitoterapia (58,7%) e osteopatia (44,8%).

La posizione dei medici

Peraltro, fin dal 2002 con la dichiarazione di Terni, gli Ordini dei Medici hanno chiarito a livello nazionale la loro posizione, definendo l’esercizio delle medicine non convenzionali come atto medico e specificando le linee guida per l’integrazione di queste ultime nella pratica medica, senza porle in antitesi con la medicina tradizionale.

Una testimonianza

Adelia Lucattini, psichiatra psicoterapeuta e psiconalista della Società Psicoanalitica italiana (Spi), ha condotto studi approfonditi sulle medicine complementari, adottando un approccio ormai consolidato. Ha provato a raccontarlo sul portale di Boiron una salute.it. Riportiamo qui uno stralcio del suo intervento.

“La medicina integrata è un’opportunità importante. Specie in un frangente così particolare come quello in cui viviamo ormai da un anno. Perché può aiutare a comprendere meglio i disturbi dei pazienti, individuare le terapie più opportune e modularle, se necessario, nel tempo”, spiega la dottoressa Lucattini. “Restando nell’ambito dei disturbi psicologici, i pazienti in età adolescenziale presentano spesso una sintomatologia eterogenea. Ansia, insonnia, difficoltà nello studio, che può essere o all’interno di uno scivolamento depressivo o espressione di disturbi d’ansia puri restando circoscritta a forme più lievi. È evidente, quindi, che la terapia non può essere la medesima ma deve essere personalizzata.  In altre parole, centrata sul paziente, utilizzando tutti gli strumenti terapeutici che si sono dimostrati efficaci. Il tutto affiancando il trattamento psicoanalitico con terapie farmacologiche convenzionali ed anche i medicinali omeopatici, i fitoterapici e gli integratori”.

La prescrizione

Se è vero che l’utilizzo delle medicine complementari ha dato ottimi risultati nella pratica medica, va però sottolineato che è necessaria un’approfondita conoscenza della farmacocinetica e della farmacodinamica nella prescrizione di queste terapie. “Nei casi di adolescenti che non abbiano un’indicazione clinica alla prescrizione di farmaci convenzionali, può comunque essere necessaria una terapia farmacologica di supporto attraverso politerapie che tengano conto delle necessità del paziente; in caso di necessità di farmaci antidepressivi e ansiolitici è sempre utile un’integrazione tenendo sempre presenti le possibili interazioni.

Leggi l’intervista integrale su unasalute.it

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