Medicina integrata, così il centro ospedaliero toscano di Pitigliano se ne occupa da dieci anni

Ricorre quest'anno il decennale del Centro di Medicina integrata dello stabilimento ospedaliero dell'Asl 9 di Grosseto. Una realtà che abbina l'utilizzo della medicina tradizionale con le medicine complementari riconosciute dalla Regione Toscana. *IN COLLABORAZIONE CON BOIRON ITALIA

Medicina integrata

Dieci anni al servizio della medicina integrata, con l’obiettivo di far comprendere alla popolazione l’utilità di discipline come omeopatia e agopuntura (per citarne alcune). Ricorre quest’anno il decennale del Centro di Medicina integrata dello stabilimento ospedaliero di Pitigliano dell’Asl 9 di Grosseto. Si tratta di un unicum nel panorama della sanità italiana. Una realtà che abbina l’utilizzo della medicina tradizionale in maniera integrata con le medicine complementari riconosciute dalla Regione Toscana. Un’esperienza intensa raccontata sul portale unasalute.it da Rosaria Ferreri, medico virologo esperto in omeopatia e fitoterapia, che opera nel centro di medicine complementari dell’Ospedale di Pitigliano. Ne riportiamo qui alcuni passaggi.

Come è nato il progetto

“Il Centro di medicina integrata di Pitigliano è nato come progetto pilota della Regione Toscana. Da un lato si vuole valorizzare questo ospedale piccolo e un po’ periferico rispetto alle città maggiori e dall’altro si intende sperimentare se e come le medicine complementari – in particolare l’omeopatia e l’agopuntura – possano risultare utili alla popolazione”, spiega la dottoressa Ferreri. “Abbiamo messo in atto uno sforzo enorme, ma al tempo stesso entusiasmante. Sotto la guida e la direzione scientifica della dottoressa Simonetta Bernardini, ispiratrice e anima di questo progetto, abbiamo costruito da zero una realtà operativa”.

“Questo ha implicato pensare agli spazi, prevedere luoghi di conservazione dei farmaci omeopatici a fianco dei farmaci tradizionali, inserire nel laboratorio galenico anche una sezione per la formulazione del farmaco omeopatico, preparare sia i medici sia il personale infermieristico alla cultura delle medicine complementari, insegnar loro come si utilizzano e si somministrano i farmaci omeopatici. Quindi integrare le cure durante il ricovero”.

Medicina integrata, cosa fa il centro

L’attività del Centro di Medicina Integrata dell’ospedale Petruccioli di Pitigliano prevede l’utilizzo della medicina tradizionale in maniera integrata con le medicine complementari riconosciute dalla Regione Toscana, sia nel percorso di cura dei pazienti ricoverati (per due anni è stato fatto nel reparto di Medicina dell’Ospedale di Pitigliano e invece dal 2011 a tutt’oggi nell’unità di riabilitazione neurologica e ortopedica di Manciano) e dei pazienti ambulatoriali come integrazione delle cure di alcune patologie diffuse nella popolazione (patologie respiratorie, gastrointestinali, dermatologiche, allergie, asma, malattie reumatiche, negli esiti di traumi e di ictus nell’ambito della riabilitazione ortopedica e neurologica, dolore cronico ecc.). Queste terapie sono anche utilizzate per ridurre gli effetti collaterali delle cure oncologiche e nelle cure palliative, collaborando anche nell’Unità di Cure Palliative di Grosseto diretta dalla dottoressa Anna Paola Pecci.

La collaborazione dei pazienti

“In una fase iniziale abbiamo lavorato al consolidamento della struttura. Temevamo di incontrare qualche difficoltà nell’approccio con i pazienti: diffidenza, se non rifiuto. Il bacino di utenza dell’ospedale di Pitigliano è costituito in misura prevalente da persone anziane e con co-morbilità”, continua la dottoressa Ferreri. “In realtà tutto è risultato molto più semplice, l’accettazione da parte dei pazienti di terapie integrate è stata elevata, perché ne hanno sperimentato rapidamente l’efficacia. Il contributo di omeopatia e agopuntura si è espresso in modo particolare nel rendere meno pesanti gli effetti indotti dalle cure nei casi di malati oncologici, ad esempio. Se in un primo tempo i pazienti accettavano di buon grado, successivamente erano loro stessi a cercare il sostegno di queste terapie per i benefici che apportavano al loro organismo. In più, insieme agli altri colleghi medici abbiamo messo in atto una vera e propria sfida alle patologie croniche”.

Leggi l’articolo completo sul portale unasalute.it

Home page rubrica: Una salute, una medicina. Notizie opinioni e dati sull’omeopatia

 In collaborazione con Boiron Italia