Speranza al Parlamento: per la sanità un piano in cinque assi

Lea e cure territoriali, approccio One Health, rete ospedaliera, digitale ed “ecosistema dell’innovazione” sono i punti principali delle linee programmatiche presentate dal ministro della Salute alle commissioni competenti di Camera e Senato

speranza al parlamento

Combattere le diseguaglianze, garantendo ovunque i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e una buona sanità territoriale. Puntare sull’approccio One Health, che considera interconnesse salute umana, animale e dell’ambiente. E ancora: fare il “tagliando” alla rete ospedaliera, accelerare la trasformazione digitale e sostenere un ecosistema dell’innovazione per la salute (industria inclusa). Sono queste le priorità delle linee programmatiche del ministero della Salute presentate dal ministro Roberto Speranza in audizione davanti alle commissioni riunite Affari Sociali della Camera e Igiene e Sanità del Senato.  Speranza ha parlato di un piano in cinque assi per il futuro. Prima, però, si è soffermato sulla situazione epidemiologia e l’andamento della campagna vaccinale, in attesa delle valutazioni dell’Ema dopo lo stop precauzionale al siero di AstraZeneca. Per il secondo trimestre 2021 si prevede l’arrivo di 50 milioni di dosi in arrivo (di queste 7,3 milioni di J&J, vaccino in una dose unica) e 80 milioni nel terzo trimestre.

Primo asse: Lea, disuguaglianze e territorio

Il primo asse, spiega una nota del ministero della Salute,  riguarda gli interventi da realizzare sul territorio per garantire l’effettiva applicazione dei Lea e ridurre le disuguaglianze. Cure domiciliari e creazioni di case e ospedali della comunità e centrali operative territoriali per la gestione di servizi sul territorio: queste le priorità indicate da Speranza nell’ambito di un’idea di assistenza sanitaria e sociale integrata e multidisciplinare che si prenda carico anche della salute mentale delle persone e delle fasce più fragili della popolazione. “Proteggere e includere chi rischia di restare fuori dall’assistenza, anche attraverso un pieno coordinamento tra Stato e Regioni”, ha detto Speranza.

Secondo asse: l’approccio One Health

Il secondo asse è costituito dall’approccio One Health, che considera le connessioni profonde tra salute, ambiente e animali. Speranza ha fatto riferimento all’urgente transizione ecologica e agli insegnamenti della pandemia. È necessario, secondo il ministro, sviluppare un rapporto organico tra scuola e sanità e, superando una visione miope e parcellizzata della salute, considerare tra gli ambiti di intervento del Ssn anche l’area della tutela dell’ambiente e del clima, in sinergia con un armonico sviluppo economico e sociale del Paese. Di questa sfida fa parte anche il tema della sicurezza alimentare.

Nella stessa giornata Speranza ha incontrato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità animale (Oie), Monique Eloit. Al centro dell’incontro, spiega una nota del ministero,  l’importanza del coordinamento delle iniziative di ricerca scientifica sulla salute animale a livello internazionale, anche alla luce della pandemia. Il ministro Speranza ha ribadito come l’approccio “One Health” che si rivolga in modo olistico alla salute umana, a quella animale e alla difesa dell’ambiente, sia il focus su cui si lavora in vista del G20 dei ministri delle Salute che quest’anno sarà guidato dall’Italia. Nell’incontro è stato anche annunciato che la prossima Conferenza della Commissione regionale dell’Oie per l’Europa si terrà a Catania nel 2022.

Terzo asse: rivedere la rete ospedaliera

Nel piano è previsto un terzo asse che avrà come punto di riferimento l’ospedale, come luogo per affrontare nel modo migliore peculiari esigenze sanitarie. Il decreto ministeriale 70 del 2015 ha ridisegnato la rete ospedaliera definendone gli standard. Secondo il ministro, a quel decreto è opportuno fare un vero e proprio “tagliando” per correggerne i limiti che spesso hanno causato disuguaglianze tra i territori. In particolare, alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza Coivd, l’ospedale dovrà divenire flessibile attraverso un ripensamento degli spazi atto a garantire un’efficace e sicura erogazione dei servizi. In programma interventi sul patrimonio edilizio ospedaliero.

Quarto asse: digitalizzazione e nuove tecnologie

La digitalizzazione e l’uso capillare delle nuove tecnologie costituiscono il quarto asse del piano presentato da Speranza, al fine di semplificare la vita dei cittadini, ottimizzare risorse e servizi e migliorare l’accessibilità al Ssn in un’ottica di prossimità alla persona. Prioritario è migliorare il trattamento dei dati sanitari, la telemedicina e i modelli predittivi degli scenari. “Investire nel progresso tecnologico e nella trasformazione digitale è una priorità per assicurare maggiore equità e sostenibilità del sistema”, ha detto il ministro. Fondamentale è garantire l’accesso al fascicolo sanitario elettronico.

Quinto asse

L’ultimo asse è centrato sull’ecosistema “innovazione per la salute”, inteso come sistema complesso costituito non solo dagli ospedali e dall’assistenza sul territorio, ma anche da formazione, ricerca, innovazione tecnologica e rivoluzione digitale, nonché da un’importante filiera industriale. L’obiettivo al quale tender, secondo il ministro, è uno sviluppo organico dell’ecosistema innovazione e salute con il sostegno di investimenti pubblici e privati. Più che mai, ha affermato Speranza, l’emergenza Covid-19 ha evidenziato la necessità di sviluppare relazioni durevoli e trasparenti, nonché l’urgenza di definire nuove regole che consentano di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo.