Rapporti Ue-AstraZeneca, la Commissione invierà una lettera per una possibile azione legale

Al momento si è ancora in una fase informale (come da contratto) per cercare di risolvere la disputa. Se non si dovesse trovare una soluzione si procederà nelle aule di tribunale

malattie reumatiche

I rapporti Ue-AstraZeneca stanno conducendo verso uno scenario atteso, ma dal futuro incerto. Dopo mesi di botta e risposta, convocazioni davanti alle commissioni competenti del Parlamento europeo e promesse di rispettare gli accordi presi, la Commissione ha deciso di passare ai fatti e di tentare la via legale. La lettera che verrà inviata alla società è un primo passo per valutare il da farsi rientrando all’interno dell’articolo 18.5 del contratto che prevede un primo confronto tra le parti interessate per dirimere la questione.

Articolo 18.5

L’articolo in questione consente di trovare, in prima istanza, delle intese informali tra le parti contraenti e valutare solo successivamente delle azioni legali. La questione è spinosa in quanto il contratto, come più volte ribadito, mette l’azienda in una posizione maggiormente favorevole rispetto all’Ue. Da parte sua Bruxelles potrà far leva sui cavilli legali e proprio su questi si andrà giocando la partita. La società avrà tempo 20 giorni dall’invio della lettera per trovare di risolvere la disputa. Ogni contradditorio che legale che si verificherà sarà sotto la giurisdizione di Bruxelles.

Il contesto

Il tutto è molto magmatico e in continua evoluzione. Ema, attraverso il suo comitato per la farmacovigilanza, ha dato un secondo parere positivo al vaccino che potrà tornare a essere somministrato nei Paesi che ne avevano bloccato l’uso (Germania, Francia, Italia, Portogallo in primis). I problemi delle consegne restano anche se la società si è impegnata pubblicamente e formalmente a inviare almeno 100 milioni di dosi entro giugno 2021 (anziché le 300 contrattualizzate). Tra l’altro le frizioni sull’export (con il blocco Italia, Germania, Danimarca e Francia a fare la parte degli oltranzisti, mentre Belgio e Olanda invitano alla cautela) e le pressioni interne per un miglior riallocamento delle risorse vaccinali, stanno in questi giorni costringendo la Commissione a rivedere molte delle sue strategie per l’immunizzazione di tutta la popolazione.