Residui di farmaci veterinari negli alimenti, report Efsa: limiti rispettati nel 99,7% dei casi

L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare pubblica i dati su tutti i Paesi Ue, basati sull’analisi di oltre 671mila campioni. Risultati in linea con il trend degli ultimi dieci anni

filiera dei mangimi

Rispettati in tutta Europa i limiti per i residui di farmaci veterinari e contaminanti negli animali e negli alimenti. L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato il report che riassume i dati di monitoraggio raccolti nel 2019 nell’Unione europea (più Islanda e Norvegia), confermando tassi elevati di conformità con i livelli di sicurezza stabiliti a livello comunitario.

I dati

Su 671.642 campioni, la percentuale di campioni che ha sforato i limiti massimi consentiti è stata dello 0,32%. Cifra che rientra nell’intervallo 0,25%-0,37% già riferito negli ultimi dieci anni. In Italia ogni anno il ministero della salute predispone ogni anno il Piano nazionale residui (Pnr). Nel 2019 i campioni al di sopra dei limiti erano solo lo 0,1 per cento.

“Rispetto ai due anni precedenti – commenta Efsa – la non conformità è aumentata leggermente per gli agenti antitiroidei e gli steroidi ed è diminuita leggermente per i lattoni dell’acido resorcilico, le sostanze vietate, gli antibatterici, gli anticoccidi e i coloranti.  Per gli elementi chimici (compresi i metalli), la non conformità è stata superiore a quella del 2018 ma inferiore a quella del 2017”. I dati sono disponibili su Knowledge Junction, una piattaforma online di libero accesso creata e curata dell’Efsa per migliorare la trasparenza, la riproducibilità e la riusabilità delle evidenze scientifiche nella valutazione dei rischi per la sicurezza di alimenti e mangimi.

IL REPORT