Nasce Bi-Rex for Life Science, un programma di trasferimento tecnologico in ambito sanitario

L'iniziativa prevede tre progetti pilota e 46 attività in sette aree di intervento, individuate per contribuire alla transizione digitale del sistema sanitario nazionale, in coerenza con le priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, Next Generation Italy 2021

BI-REX for Life Science

Via libera a Bi-Rex for Life Science, un programma di trasferimento tecnologico in ambito sanitario coordinato dal centro di eccellenza Bi-Rex.  Si tratta di un piano d’azione per favorire l’incontro tra industria 4.0 e scienze della vita, attraverso soluzioni innovative – dai big data alla robotica, dall’Intelligenza artificiale all’Internet delle Cose – capaci di abilitare una sanità di prossimità sempre più accessibile, sicura e tecnologica.

Il partenariato tra attori d’eccellenza del settore, pubblici e privati, aggrega Università, enti di ricerca, Pmi e grandi aziende, volano della prima filiera nazionale in ambito Salute 4.0. L’iniziativa prevede tre progetti pilota e 46 attività in sette aree di intervento, individuate per contribuire alla transizione digitale del sistema sanitario nazionale, in coerenza con le priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, Next Generation Italy 2021.

I tre progetti pilota

Tra i primi risultati di Bi-Rex for Life Science una proposta di intervento  con effetti di lungo termine sul sistema sanitario nazionale. Un Piano di azione che intende sviluppare prodotti e servizi innovativi attraverso tre progetti pilota. Il primo sarà dedicato ai “Big Data per la ricerca biomedica e la personalizzazione delle cure in ambito oncologico”, coordinato da Ior. Il secondo riguarderà “Ospedali virtuali e la rete dei servizi di Telemedicina per una medicina di prossimità”, capofila Upmc. Il terzo sarà a tema “Ospedali 4.0 tra sostenibilità e innovazione”, a guida Alma Mater.

La fase di “test before invest”

Nei primi tre anni le singole attività saranno svolte in tre regioni target: Emilia Romagna, Lazio e Sicilia. Una fase di “test before invest”, rivolta a sperimentare tecnologie digitali e sensoristica per la medicina preventiva e personalizzata (Digital Health), diagnostica di precisione e innovazione nei processi sanitari (AI), simulazioni di procedure cliniche e gestione dispositivi medici (realtà virtuale e aumentata), robotica per la salute e sicurezza 4.0, fisica medica avanzata, valutazioni di impatto delle tecnologie e approcci computazionali integrati nel processo di ricerca e sviluppo del farmaco, terapie,  tessuti e organi ingegnerizzati.

Il trasferimento delle “best practise” al Ssn

Risultati e “best practice” saranno trasferiti successivamente al Servizio sanitario nazionale per un periodo di 12-18 mesi, con l’obiettivo di diffondere nuovi modelli di cura e assistenza. In modo da avverare la visione di una “connected health”, con l’operatività di “ospedali intelligenti” supportati dalla prima filiera interregionale di Salute 4.0 (con 23 università, 17 Irccs e 10 ospedali).

Le imprese “science-based” e il bioincubatore

Non solo. I progetti pilota potranno favorire la creazione di imprese “science-based” e far attivare nuovi percorsi formativi e occupazionali. A partire da una ricaduta diretta prevista di 300 assunzioni, profili altamente qualificati e innovativi che a loro volta genereranno un elevato impatto occupazionale.

Il Piano d’azione prevede inoltre di costituire il primo Bioincubatore Life Science, che favorirà il trasferimento di ricerca e innovazione al mondo produttivo, facilitando le sinergie tra attori pubblici e privati, locali, nazionali ed esteri. Come depositaria della conoscenza e dei casi applicativi così raccolti, Bi-Rex for Life Science potrà erogare servizi di orientamento, consulenza e formazione a strutture sanitarie, cittadini e decisori, nell’adozione di tecnologie e modelli organizzativi, in relazione alla Sanità 4.0.

Il ruolo nella ricostruzione economica

“Bi-Rex for Life Science intende fornire alle istituzioni un piano ambizioso, concreto e misurabile, a supporto del Servizio sanitario nazionale” osserva Stefano Cattorini, General Director di Bi-Rex. Insieme alle eccellenze del comparto medicale del nostro Paese, coniugherà due temi nevralgici e attualissimi: la necessità di ammodernamento digitale del Ssn e l’adozione di tecnologie innovative in un settore sotto i riflettori, nel contesto attuale. Vuole rappresentare un passo decisivo verso l’innovazione, la transizione digitale e l’ammodernamento infrastrutturale, in direzione Sanità 4.0″.

“Il Piano di azione si inquadra pertanto in maniera strategica e coerente con il ruolo fondamentale che il PNRR Next Generation Italia 2021 avrà nella ricostruzione economica post-pandemica del nostro Paese” continua Cattorini. “L’ambizione è di poter rispondere pro-attivamente alle esigenze attuali, mettendo a sistema esperienze e conoscenze, grazie anche al coinvolgimento del consorzio Bi-Rex . Sulla scorta del suo collaudato modello di contaminazione e cooperazione fra ricerca, industria e partenariato pubblico-privato”.

I partner del progetto

A dare impulso a Bi-Rex il Centro di Competenze di Bologna, specializzato sui Big Data. L’iniziativa è stata però resa possibile dall’adesione di Università di Bologna Alma Mater, Istituto ortopedico Rizzoli (Ior – Irccs), Upmc (Università di Pittsburgh Medical center), Consorzio interuniversitario Cineca, Istituto nazionale di Fisica nucleare, Tecnopolo biomedicale Mario Veronesi, Istituto Romagnolo per lo Studio dei tumori, Centro per le Biotecnologie e la ricerca biomedica, Rekeep, Modis, Network Innovation Life Science Hub – un’intesa che raccoglie l’adesione di università, centri di ricerca e ospedali nazionali ed esteri – oltre a fornitori tecnici di Bi-Rex.